Federico Moccia: «Nel mio ultimo libro i cambiamenti di una generazione». Ed ecco il decalogo "Sei di Roma Nord se..."
di Marco Esposito e Franco Pasqualetti

Federico Moccia, La ragazza di Roma Nord: «Nel mio ultimo libro i cambiamenti di una generazione»

Federico Moccia è tornato. Lo scrittore romano che ha pubblicato libri che sono diventati veri e propri cult generazionali oltre che besteller, come Tre Metri sopra il cielo, Ho voglia di te e Scusa ma ti chiamo amore, torna a raccontare il sentimento principe dell'animo umano. Lo fa in La ragazza di Roma Nord, un libro che appare già una sceneggiatura. «Racconta la storia di Simone - spiega Moccia - che per l'anniversario del suo fidanzamento raggiunge la sua dolce metà a Verona, dove è impegnata un corso di sommelier. Sul treno, però, fa un incontro che gli cambierà la vita».

Cosa succede?
«Davanti a lui si siede una bellissima ragazza. In treno tra di loro nasce subito una sintonia. Lei, per non turbare la vita di Simone, e rendergli impossibile un suo evenutale corteggiametno decide di non rivelargli il suo nome, e si fa chiamare La ragazza di Roma nord».

E poi?
«Lei arrivata a Firenze e scende dal treno. Lui prosegue fino a Verona, ma ha una brutta sorpresa».

Cosa scopre?
«La sua fidanzata è in compagnia di un altro uomo. A quel punto lui decide di tornare alla stazione di Firenze, e di aspettarla. Questa sua presenza fissa diventa un caso mediatico. A quel punto è raggiunto da televisioni, richieste di interviste. Diventa famoso. Ed è una fama che non apprezza. Si ritrova in un vortice di notorietà che toglie indipendenza».

Chi vedrebbe bene per interpretare la protagonista di questo libro in un film?
«Così su due piedi mi viene in mente Matilde Gioli».

Come sono i giovani del 2019, rispetto a quelli che lei ha descritto in Tre metri sopra il cielo?
«Si sentono traditi. Anche dalla politica. È cambiato tutto da allora, quello che viviamo è un tempo senza certezze».

Quali sono oggi i loro sogni?
«Il mondo che li affascina è quello degli influncer. Sono capaci di creare percorsi alternativi di successo rispetto a quelli tradizionali. Ma è una cosa riservata a pochissimi».



Più difficile entrare in sintonia con loro?
«Non bisogna avere atteggiamenti snob nei loro confronti o nei confronti delle loro passioni anche se non le capiamo. È come se ascoltassero della musica ad una frequenza che il nostro orecchio non riesce a percepire».

Cosa piace a questi ragazzi?
«Checco Zalone, capace di una comicità che piace ai bambini e agli adulti».

E Roma come è cambiata?
«Oggi la città è tutta illuminata. Quando scrissi Ho voglia di te era diverso. Ponte Milvio quando ero ragazzo era deserto. C'era paura ad andare in giro da soli. Poi è arrivata la movida. È divertente notare come i film o le Serie Tv abbiano resi vivi alcuni luoghi della Capitale. Ci sono molti esempi».

Tipo?
«Penso ai Cesaroni alla Garbatella, il quartiere è tornato alla ribalta. Ma anche Tor Bella Moca di cui parla il libro di Marco Bocci, o la bella iniziativa che è nata in quella zona con la libreria alle Torri. O Bastogi, di cui si parla in Un gatto in Tangenziale. Tutti luoghi che dopo questi racconti assumono una luce diversa».

E la movida?
«Il bello di Roma è che la movida si sposta da un luogo all'altro quasi senza motivo. Oggi si sono spostati tutti a Piazza Cavour, trent'anni fa stavano tutti a Piazza Santiago del Cile».

E i romani come sono cambiati?
«Sono rimasti in pochi i romani veri. Oramai è difficile ascoltare quel dialetto verace, romano, che io amo tanto. Ma c'è una cosa che chiunque arrivi a Roma non può non apprezzare».

Cosa in particolare?
«La gentilezza. I romani sono simpatici. Molti amici che mi vengono a trovare mi dicono I Romani sono proprio gentili. Ed è vero, sono sempre pronti a darti una mano, ad aiutarti».
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Giovedì 5 Dicembre 2019, 05:01
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