Jokha Alharthi vince il Man Booker International Prize 2019: è la prima scrittrice di lingua arabe
di Simone Pierini

Jokha Alharthi vince il Man Booker International Prize 2019: è la prima scrittrice di lingua arabe

Un'autrice dell'Oman è diventata la prima scrittrice di lingua arabe a vincere il Man Booker International Prize 2019 con il libro "Celestial Bodies" ("Corpi celesti"). Il romanzo di Jokha Alharthi racconta la storia di tre sorelle e di un paese deserto che si confronta con il suo passato di schiavismo in un mondo moderno complesso. L'autrice ha deciso di dividere il premio in denaro di 50mila sterline con il suo traduttore, la professoressa accademica statunitense Marilyn Booth. "Celestial Bodies" ha battuto cinque altri finalisti dall'Europa e dal Sud America, inclusa la vincitrice dello scorso anno, Olga Tokarczuk, dalla Polonia.



La storica e conduttrice Bettany Hughes ha consegnato il premio durante una cerimonia alla Roundhouse di Londra. «La sua delicata arte ci porta in una comunità riccamente immaginata - dice del libro vincitore - aprendosi per affrontare questioni profonde di tempo e mortalità e aspetti inquietanti della nostra storia condivisa. Lo stile è una metafora per il soggetto, resistendo in modo sottile ai cliché di razza, schiavitù e genere». «La traduzione è precisa e lirica - aggiunge - intrecciando le cadenze della poesia e del linguaggio quotidiano. I corpi celesti evocano le forze che ci vincolano e quelle che ci rendono liberi».

Luke Ellis, amministratore delegato di Man Group, ha aggiunto: «Come uno dei primi premi letterari a celebrare il lavoro di autori internazionali e, negli ultimi anni, a celebrare le fiction tradotte, il Man Booker International Prize gioca un ruolo inestimabile nell'incoraggiare un diversità della voce nella narrativa in tutto il mondo».



 
Mercoledì 22 Maggio 2019, 10:12
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