Gianpietro Vigorelli, debutto nel genere pulp: «Dopo l'immagine scelgo le parole»

Gianpietro Vigorelli, debutto nel genere pulp: «Dopo l'immagine scelgo le parole»

Cosa spinge un big della comunicazione e art director di campagne per star del calibro di Spike Lee e Woody Allen, co-fondatore dell'agenzia BBDO, a scrivere un libro? Gianpietro Vigorelli, milanese doc nonché padre del rapper Jake LaFuria, è stato l'Uomo dell'Immagine, ma col thriller pulp Ferro (Piemme) diventa Uomo della Parola. Storia truce ambientata a Milano, dove uno spiantato scrittore di gialli, Ferruccio Camerano, resta coinvolto in una vicenda di strozzinaggio.



«Un amico tedesco un giorno mi disse: dopo i cinquanta se vuoi sentirti realizzato devi aver fatto un figlio, piantato un albero e scritto un libro. Io di ulivi nel mio casolare in Salento ne ho piantati a decine, e il resto lo sapete. Perché un pulp? Amo le serie crime in tv, adoro Quentin Tarantino, e infine il pulp ti permette di gestire la violenza con ironia».

Gianpietro Vigorelli, Ferro, Piemme, 304 p, 16,50 euro
Martedì 9 Aprile 2019, 05:01
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