Vigorito e i pionieri di RaiStereonotte: quando la musica accese le notti degli italiani in FM
di Claudio Fabretti

Vigorito e i pionieri di RaiStereonotte: quando la musica accese le notti degli italiani in FM

Prima di YouTube, delle playlist Spotify, degli mp3 e dell’era piratesca del peer-to-peer, c’era solo lei: la manopola della radio, unica bussola per chi era alla ricerca di musica. E dopo anni di rigido monocolore Rai, l’orizzonte delle frequenze era diventato una girandola impazzita di emittenti, programmi e sonorità di ogni sorta. Erano i gioiosi anni delle prime radio libere, un uragano di sollecitazioni piovuto su una generazione cresciuta solo a pane e Rai. E a Viale Mazzini restarono spiazzati. Fino a quando finalmente venne organizzata una reazione, in due mosse, anzi frequenze: sulla AM si poteva ascoltare la programmazione standard e più classica; in FM arrivavano invece RaiStereoUno, RaiStereoDue e RaiStereoNotte, che andava in onda a reti unificate sui canali Uno, Due Tre e in filodiffusione. Alla radio di Stato approdarono così molti speaker provenienti dalle radio private e dai grandi network. Una scommessa – all’epoca – quasi temeraria, nata nel 1982 su iniziativa di un funzionario Rai, Pierluigi Tabasso, per tentare di voltare pagina e rompere schemi consolidati. E come spesso accade in questi casi, funzionò, e ben oltre le aspettative.

 

A raccontare la saga della trasmissione radiofonica più amata da quelli della notte, arriva ora questo libro di Giampiero Vigorito, giornalista e critico musicale, che di quell’esperienza fu uno dei pionieri. Pubblicato da Iacobelli Editore, con prefazione di Carlo Massarini – altro luminare dell’informazione musicale Rai con il suo leggendario “Mister Fantasy” - il libro raccoglie curiosità, retroscena e testimonianze dei collaboratori storici che si sono alternati per 14 anni ai microfoni del programma, trasmesso in diretta dagli studi di via Po 14 a Roma, tra cui figurano Ernesto Assante, Marco Boccitto, Stefano Bonaugura, Giuseppe Carboni, Alberto Castelli, Patrizia De Rossi, Massimo Cotto, Carlo De Blasio, Alex Righi, Stefano Mannucci, Enrico Sisti, Fabrizio Stramacci. Tutti protagonisti e testimoni di una stagione radiofonica rimasta nell’immaginario nazionale sotto lo slogan “RaiStereoNotte. Musica e notizie per chi vive e lavora di notte”. “È un viaggio a ritroso nel tempo – racconta Giampiero Vigorito – per rivivere una volta ancora le storie, gli aneddoti, le voci di una trasmissione che è entrata nell’immaginario collettivo e che ha scavato un solco nel cuore di quelle creature della notte che hanno dedicato alla musica le ore che li accompagnavano nello studio, nel lavoro, negli impegni notturni”.

Da Renzo Arbore a Claudio Baglioni, da Edoardo Bennato a Fiorella Mannoia, sono oltre 40 i personaggi della cultura, dello spettacolo e della musica che hanno voluto partecipare con un proprio contributo per rievocare nel libro il ricordo di un programma che ha fatto delle loro notti una dimensione dell’anima e rimane ancora oggi una intramontabile trasmissione di culto. Un’oasi libera nel complicato risiko di interessi e intrecci di Mamma Rai. “StereoNotte resta quella di via Po 14, il dipartimento Rai per gli esteri distante da Via Asiago 10 e Saxa Rubra – ricorda ancora Vigorito – distaccato dai centri nevralgici della radiofonia”.

 

Tra le pagine, nelle testimonianze dei protagonisti, si respira tutta l’emozione di quel tuffo nell’oceano, di quel salto senza rete. La consapevolezza di vivere una scommessa ad alto rischio flop, che però, con il passare del tempo, si è tradotta in un formidabile exploit culturale, svelando a una generazione intera di ascoltatori orizzonti sconfinati (e all’epoca pressoché ignoti alla maggior parte degli italiani) di musica d’ogni genere: jazz, rock, elettronica, R&B, folk, canzoni d’autore. Scalette totalmente libere, curiose, stimolanti. Rimaste magari catturate in qualche vecchia musicassetta Basf o Tdk, da conservare come reliquia nostalgica di una stagione unica e ormai lontana.

 

Cultore di sonorità raffinate, dal sophisti-pop alla new wave, in una lunga carriera iniziata con la collaborazione con il mensile Popster iniziata nel 1977 e proseguita alla direzione della rivista Rockstar dal 1994 al 2001, Vigorito è il novello Lester The Nightfly, l'ineffabile dee-jay in cui Donald Fagen s'incarnò nel memorabile album del 1982 la cui cover fa da effigie di copertina al libro. Ricordi, sogni e fantasie. Tutto in una notte. Con un microfono in mano e una Chesterfield da consumare lentamente, davanti a un vecchio giradischi. Ed era proprio questo lo spirito di RaiStereoNotte: un compagno fedele che accompagnava ogni tipo di ascoltatore – dai panettieri e camionisti al lavoro agli studenti liceali incuriositi da nuove sonorità – attraverso lunghe notti insonni. Fino a quando un raggio di sole sarebbe spuntato finalmente dalla skyline. “Sweet music, tonight the night is mine, late line ‘til the sun (til’ the sun) comes through the skyline” (Donald Fagen, “The Nightfly”).


Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Dicembre 2020, 12:30
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