Ema Stokholma, l'infanzia negata: «Mia mamma mi picchiava. Credo non fosse consapevole»
di Paolo Travisi

Ema Stokholma, l'infanzia negata: «Mia mamma mi picchiava. Credo non fosse consapevole»

Botte e insulti, invece di carezze e protezione da chi dovrebbe amare fino dal primo giorno: la propria mamma. L'inferno dell'infanzia, raccontato da Ema Stokholma - dj radiofonica su Rai Radio2 e conduttrice tv del Prima Festival a Sanremo 70 - in Per il mio bene, la sua storia a partire dai cinque anni.
La parola scritta è stata anche una cura?
«Non ho scritto per liberarmi da un peso, infatti la scrittura è diretta e distaccata, ma quando la gente ha iniziato a leggerla mi sono sentita più sollevata».
Quindi raccontarsi è stato un modo per sentirsi vicina ad altri?
«Quando la storia diventa di tutti, e le persone non ti giudicano, ma ti rispettano, la rabbia legata alla solitudine sparisce. Bisogna ascoltare i bambini, ma anche i genitori che hanno subito violenze, ma non hanno gli strumenti per cambiare».
La violenza subita dalla propria madre è più diffusa di quanto se ne parli?
«Si, tanta gente mi scrive. La violenza e la crudeltà appartengono molto al mondo femminile. Il rapporto madre-figlia spesso è un tabù, ma se ne parliamo, aiutiamo le mamme ad uscirne».
Pensa che si possa fare del male senza rendersene conto?
«Tanti genitori mi ringraziano perché hanno un lato oscuro contro cui combattere e hanno paura di affrontarlo. Leggere le parole di una bambina che ha vissuto quella violenza, può aiutare un genitore in difficoltà ad impedire di sfogarsi. Credo che mia madre non fosse consapevole altrimenti non lo avrebbe fatto».
Ultimo aggiornamento: Martedì 31 Marzo 2020, 09:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA