Elif Shafak e tutta la vita in dieci minuti
di Paola Pastorini

Elif Shafak e tutta la vita in dieci minuti: la vicenda di una lucciola a Istanbul

Cosa accade nella vita dopo morti? Nei restanti dieci minuti e 38 secondi in cui il cervello ancora è recettivo: perlomeno così spiegano le neuroscienze, dato che nessuno è tornato a raccontarlo. È quanto si chiede e racconta Elif Shafak, scrittrice turca da anni residente a Londra, finalista al Booker Prize con il suo romanzo I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo pubblicato da Rizzoli. Il premio sarà assegnato a Londra il 14 ottobre, sfidanti Margaret Atwood e Salman Rushdie.



Shafak ricostruisce in questo lungo flashback la vita di una prostituta, Leila Tequila, assassinata e buttata in un cassonetto a testa in giù. Lì, da morta, ma ancora ben presente a se stessa, ricorda la sua vita e il lettore con lei. «Studi canadesi hanno dimostrato che la nostra attività cerebrale è l'ultima a fermarsi. Il cervello è la sede della memoria, ma che cosa ricordiamo in quel lasso di tempo, in quei 10 minuti? Le cose belle, quelle cattive. Leila ricorda il suo passato, minuto per minuto», ha spiegato la scrittrice al Festivalletteratura di Mantova. Nel racconto l'infanzia con lo stupro da parte dello zio; l'adolescenza ribelle; la fuga dal piccolo paese per approdare a Istanbul. Una metropoli contraddittoria, lacerata, una città «che è, ed è sempre stata, una città femmina» come ricorda nella dedica la Shafak. «Non c'è una sola Istanbul, ce ne sono tante. Come scrittrice mi attrae molto ciò che non si sente e non si vede e scrivere significa parlare di tutte le contraddizioni» sottolinea Elif Shafak.

Elif Shafak, I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo, Rizzoli, p 365, 19 euro
Martedì 10 Settembre 2019, 05:01
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