Il delitto di Giarre, il caso insoluto in Sicilia e le battaglie per i diritti gay
di Totò Rizzo

Il delitto di Giarre, il caso insoluto in Sicilia e le battaglie per i diritti gay

Abbracciati, mano nella mano, un colpo di pistola per ciascuno. Così vennero trovati, nell’ottobre 1980, Giorgio e Toni, 25 anni il primo, 15 l’altro. Per tutto il paese, Giarre, provincia di Catania, «i ziti» (i fidanzati). Del delitto – tutt’oggi impunito – si accusò (poi ritrattò) il nipote minorenne di Toni. Fu un delitto d’onore, ribadisce Francesco Lepore, giornalista de Linkiesta, nel libro che ricostruisce i fatti e il clima di pregiudizio, vergogna, omertà che dopo gli spari cercò di soffocare, tra faldoni giudiziari e zittendo le chiacchiere, quella storia d’amore omosessuale alla luce del giorno. Ma un mese dopo a Palermo, sull’onda di quell’orrore, nacque il primo Arcigay italiano e da lì la battaglia per abbattere quel muro. 

Francesco Lepore, Il delitto di Giarre, Rizzoli, 184 p, 17 euro

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 14 Ottobre 2021, 10:00