L'Archivio del Diavolo, Pupi Avati: «Il male resta protagonista, mi affascina il mistero»
di Cristina Montagnaro

L'Archivio del Diavolo, Pupi Avati: «Il male resta protagonista, mi affascina il mistero»

Dopo due anni ritornano i misteri che hanno appassionato ne Il signor Diavolo. Sempre nel nord est contadino, precisamente a Lio Piccolo, paese vicino Venezia, un cadavere in un sotterraneo, un giovane parroco troppo ingenuo, un’indagine su cui grava l’ombra del male. Sono questi gli elementi del nuovo romanzo di Pupi Avati, uno dei maestri del cinema italiano: «Tutto è nato da un mio interesse verso le allucinazioni ipnagogiche, esperienze misteriose e inquietanti che si verificano tra la veglia e il sonno, condivise da varie persone senza che esse si conoscano e questo mi ha messo sulla strada di un possibile seguito del romanzo».

 

Ed ecco allora il seguito: il protagonista Furio Momentè, funzionario del ministero di Grazia e Giustizia, si ritrova a Roma confinato sempre in un sotterraneo, ma questa volto in un archivio e l’indagine prosegue.

 

Il male è uno dei protagonisti delle vicende narrate, che cosa la attrae?
«Da bambino quando ero sfollato in campagna mi venivano raccontate storie orrorifiche, favole contadine che rispecchiavano quello che era la chiesa di un tempo incentrata sul diavolo, sull’inferno e sul peccato, ma anche sul miracolo e da qui è nata la mia attrazione per il fantastico». In questo periodo di pandemia, il lockdown è stato un periodo di lavoro fecondo o di paralisi creativa? «lo stare in casa e il silenzio mi ha permesso di leggere e scrivere moltissimo».

 

Quali sono i progetti futuri ?
«Un film sulla vita di Dante Alighieri narrata dal Boccaccio, che dovrei cominciare a girare a giugno e aspetto di fare da 18 anni, una pellicola molto difficile ma che considero una sorta di premio».

 

E’ orgoglioso che Renato Pozzetto sia candidato Al David di Donatello con il suo film Lei mi Parla ancora?
«Ma certo, perché Pozzetto pur avendo interpretato 80 film mai un ruolo drammatico e si è trovato a 80 anni a dover recitare il primo, facendo una prova maiuscola».

 

Pupi Avati, L’Archivio del Diavolo, Solferino, 264p,16 euro


Ultimo aggiornamento: Giovedì 15 Aprile 2021, 08:49
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