Aeroporti, boom di valigie lasciate a terra (e di jet in volo con i soli passeggeri): ecco cosa sta accadendo Il caso di Bologna

Aeroporti, boom di valigie lasciate a terra (e di jet in volo con i soli passeggeri) Il caso di Bologna

Aerei che decollano solo con i passeggeri inseguiti da aerei che decollano solo con valigie che - a onor del vero - rappresentano viaggiatori modello: mute, non chiedono un bicchiere d'acqua e non occupano le toilette. Si fanno pure sballottare senza protestare, non si lamentano nemmeno se l'incauto padrone ha pigiato fra canotte e ciabatte una forma di camembert che ormai cammina in circolo chiedendo notizie alla passata di pomodoro che pure non se la passa molto bene.

Un inedito carosello tragicomico è in pieno corso nei cieli europei, con migliaia e migliaia di bagagli parcheggiati alla meno peggio dove possibile negli aeroporti ché negli scali, anche i più vasti, non si sa più dove mettere quella marea crescente di valigie condannate a ricongiungersi con gli inferociti e poi disperati viaggiatori ben oltre la fine della vacanza. 

Accade questo: travolte dal boom inatteso di richieste post pandemiche, le compagnie aeree e le società di handling (ovvero le società che "maneggiano" i bagagli dai nastri trasportatori alle stive degli aerei e viceversa) hanno alzato bandiera bianca. Semplicimente, con gli organici tarati sul deserto causato dal Covid, non sono in grado di gestire il traffico di queste settimane di vacanze in cui si fa finta che la pandemìa sia terminata. E gli scioperi sono solo una piccola parte del problema che adesso è essenzialmente strutturale. 

E allora si fanno salire i passeggeri, ma non si fa in tempo a caricare i loro bagagli. L'aereo parte che sennò, dopo troppi ritardi, si rischia di perdere lo slot (il posto nel tabellone arrivi e partenze) e poi, quando si può, si carica un aereo solo con le valigie e lo si fa decollare all'inseguimento dei passeggeri. Turisti o viaggiatori per lavoro che nel frattempo hanno fatto una coda biblica (immaginate 150 o 300 passeggeri per aereo che si ritrovano in vacanza o in missione con gli abiti che hanno addesso) per riempire il modulo del bagaglio smarrito (che "smarrito" in realtà non è) all'ufficio Lost&Found dell'aereoporto di destinazione. Una disperazione. La settimana scorsa a Bologna, ad esempio, sono arrivati in un giorno solo 7 aerei con solo i passggeri a bordo. I loro bagagli sono stati spediti con voli successivi. Una situazione senza precedenti.

Ma quasi sempre quelle valigie sono Achille che non raggiungerà mai la tartaruga, ovvero il proprio padrone. Le vacanze ormai durano un finesettimana lungo, una settimana, due se va di lusso: troppo poco perché il bagaglio si ricongiunga al viaggiatore.

Tragicomico: il turista è arrivato nella località della vacanza e poi, magari, dopo una settimana, è già tornato a casa. La sua valigia? E' in ritardo, arranca sui nastri, prende polvere nei corridoi e così arriva nei pressi di spiagge e ombrelloni quando il proprietario è di nuovo in ufficio. E allora comincia l'attesa di un altro volo "solo bagagli" che riporti a casa l'inutilizzata valigia. Dio non voglia che il vostro volo facesse scalo a Londra, Amasterdam, Bruxelles o Francoforte: i principali hub europei in cui la situazione è da fine del mondo. 

E questo se non ci si mettono di mezzo scioperi del personale delle compagnie o degli addetti all'handling che negli ultimi due anni hanno per di più maturato una decisa voglia di fare valere i loro diritti rispetto a salari e trattamento e mansioni. Fra l'altro in caso di cancellazione del volo restano a terra sia i passgegria sia i bagagli.

Rimborsi per queste beffe? Incerti, scarsi e sicuramente ancora più in ritardo dei voli e delle valigie. Peggio ancora se si è volato con le compagnie low cost. E non tutti posso seguire il logico e ovvio consiglio del il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini: «Volate solo con il bagaglio a mano». 

"Ci si attendeva un ritorno alla normalità nel 2024 - dicono dall'Aeroporto di Bologna S.p.a. dove i passeggeri in arrivo dividono i corridoi con un tappeto patchwork di valigie lungo centinaia di metri - ma in realtà in questo giugno abbiamo registrato un più 2,4 di passeggeri rispetto al 2019, il nostro anno record con il transito annuale di 9,4 milioni di viaggiatori. Invece nel gennaio 2022 eravano ancora a meno 50% rispetto al gennaio 2019. Chiaro che un'impennata così rapida ha travolto compagnie aeree e società di handling che avevano quasi azzerato l'attività durante la pandemia. Per di più in molti paesi europei non c'è la cassa integrazione e quindi non è stato materialmente possibile riassumere in fretta personale perché poi per lavorare in un aeroporto le procedure non sono rapide".

Ma che ne sarà di quella montagna di valigie che assedia uno scalo come il "Guglielmo Marconi" di Bologna, di solito fra i più efficienti e rapidi d'Europa?

"In questi giorni hanno cominciato le compagnie britanniche, anche quelle di "bandiera", a far volare aerei carichi solo di valigie nel tentativo di smaltire quelle a terra e di raggiungere i proprietari. Ogni bagaglio viene preso in consegna dall'ufficio Lost&Found che lo cataloga e lo fornisce di un foglio appiccicato con il nastro adesivo per ricordare data di arrivo e compagnia. Poi il proprietario, sempre attraverso l'ufficio Lost&Found, dovrebbe riuscire a capire dove si trova il suo bagaglio e ad accordarsi, con l'aiuto della compagnia aerea, per la restituzione e l'eventuale rimborso".

Brutta quell'immagine, per il Marconi come per gli altri aeroporti italiani ed europei, di tutte quelle valigie ammassate nei corridoi: una è lì dal 2 luglio, chissà che ne è del proprietario dopo una così lunga separazione.

"Certo, è così ormai da due settimane - continuano dalla società di gestione dello scalo bolognese - e, credeteci, nemmeno noi sappiamo quante siano tutte quelle valigie, ma, allo stesso tempo, noi non c'entriamo nulla".

Siete insomma "vittime" anche voi per quel - diciamo - migliaio di valigie derelitte? 

"La metta come vuole, massì, noi fronteggiamo la giustificata ira dei passeggeri che però devono prendersela solo con le compagnie aeree e con le società di handling. Si figuri che, per quanto ci riguarda, abbiamo assunto 80 stagionali in questi giorni proprio per fronteggiare il boom di viaggiatori".

La compagnia aerea è sempre nota - al Marconi ce se sono in attività una cinquantina di tutti i livelli - ma già la società dell'handling resta un'entità meno frequentata. Dal 2009 a Bologna l'handling è gestito dalla campana "Gh Italia" (la più poderosa fra quelle italiane, sessant'anni di attività, si legge nel sito) che si occupa anche degli scali di Napoli, Catania, Palermo, Bari, Brindisi, Cagliari, Firenze, Venezia, Verona, Torino, London Heathrow, London Luton e Birmingham.

E' questa società a occuparsi anche del servizio Lost&Found, ma non ci sono state risposte a più tentativi di mettersi in contatto con essa a Bologna (lasciato il recapito a gentili impiegate) e a Napoli. Prendere la linea, come si immaginerà, non è nemmeno facile come si può immaginare pensando a quell'esercito di valigie in attesa di un padrone o di un volo "esclusivo".

(articolo pubblicato il 18 luglio 2022)

Paolo Ricci Bitti

La nota dell'Aeroporto di Bologna S.p.a.

«La situazione è complicata ma sotto controllo, certe illazioni sono ingiustificate, è necessario parlare a ragion veduta tenendo conto della situazione globale degli aeroporti europei». Così il presidente e l'amministratore delegato dell'Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, Enrico Postacchini e Nazareno Ventola, in merito alle polemiche degli scorsi giorni sul «caos» all'aeroporto, con ritardi, cancellazioni, code e montagne di bagagli, in particolare nella giornata di domenica 17. In concomitanza, cioè, con lo sciopero nazionale del personale delle principali compagnie low-cost. Necessario, per Ventola e Postacchini «sprovincializzare il dibattito». «La situazione in generale è sotto controllo, ci sono poi i momenti di picco come sempre - ha spiegato Postacchini - ma usciamo dalle suggestioni negative. Sarà un'estate complicata, perché la situazione è complicata in tutta Europa e a Bologna stiamo cercando di fronteggiarla al meglio. Nei giorni di picco - ha aggiunto - ci si fanno delle idee sull'aeroporto che non è quella di tutti i giorni».

«Anche se il Marconi fosse il miglior aeroporto del mondo, sarebbe impossibile risolvere completamente il problema, che è complessivo e interconnesso», ha sottolineato Ventola, riferendosi al caso dei 7 voli provenienti da paesi europei i cui passeggeri viaggiavano separati dai loro bagagli, arrivati a Bologna a bordo di un altro volo. Una situazione che quindi non è possibile risolvere a livello locale e che va letta ampliando lo sguardo a cosa succede negli altri paesi europei. I vertici del Marconi hanno poi fornito alcuni dati che mettono in relazione la situazione del 2019 con quella del 2022, nello stesso periodo. E' così emerso che nella settimana dall'11 al 17 luglio, nel 2019 i voli cancellati rappresentavano lo 0,1% del totale, oggi il 3,9%, mentre i voli in ritardo di più di due ore erano lo 0,9%, oggi sono saliti al 3,4%. Per quanto riguarda quelli con un ritardo inferiore alle 2 ore, erano il 22,6% tre anni fa, il 39% oggi, mentre quelli puntuali rappresentavano il 76,4% nel periodo prepandemia, oggi solo il 53,7%.

Numeri che fanno comprendere come il Marconi, al netto della grande ripresa («inimmaginabile», così la definiscono Postacchini e Ventola), di questi mesi, riscontra «dei problemi di gestione» dovuti in gran parte alle conseguenze del periodo Covid, legate anche e profondamente alla carenza di personale a terra. Conseguenze che «si ripercuotono ancora sull'aeroporto» ha detto Postacchini. Che, tuttavia, - ha concluso - «ha i nervi saldi, i conti in ordine ed è in grado di sopportare questo momento estivo di picco, come sempre».


Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Luglio 2022, 15:31
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