Vaccino, ancora un rinvio per l’Italia L’Europa: altre dosi Pfizer-BioNTech
di Mauro Evangelisti

Vaccino AstraZeneca, il rinvio è una doccia fredda sull’Italia. La Ue: altre dosi Pfizer

Primo trimestre del 2021: 16,1 milioni di dosi; secondo trimestre: 24,2 milioni. In sei mesi l’Italia aveva programmato la consegna e l’uso di oltre 40 milioni di dosi di vaccino, in buona parte “infialate” in uno stabilimento di Anagni. Obiettivo svanito. Il vicepresidente dell’Ema, l’ente regolatorio europeo dei farmaci, Noel Wathion, in una intervista al quotidiano belga “Het Nieuwsblad” ha escluso che il vaccino di AstraZeneca (sviluppato dall’Università di Oxford, in collaborazione con Irbm di Pomezia) sarà autorizzato a gennaio. «Non ci hanno ancora presentato la richiesta». Sul sito dell’ente, si legge chiaramente che la domanda per l’autorizzazione è stata inviata e ottenuta da Pfizer-BioNTech, consegnata da Moderna (si decide la prossima settimana), ma AstraZeneca ha solo avviato la procedura di rolling review, di verifica dei dati della sperimentazione, così come ha fatto anche Janssen-Cilag (gruppo Johnson&Johnson).

Vaccino AstraZeneca, i tempi

Questo ridimensiona l’ottimismo collegato alle notizie che arrivano dal Regno Unito: i media britannici danno per imminente l’autorizzazione del vaccino AstraZeneca (che ha solide radici inglesi e Boris Johnson ha prenotato 100 milioni di dosi) e prevedono per il 4 gennaio l’avvio della somministrazione. Si era detto: succederà come con Pfizer, prima arriverà il via libera degli inglesi, poi dell’Unione europea. La dichiarazione del vicepresidente di Ema ha escluso questa analogia e, nella migliore delle ipotesi, tutto slitta a febbraio. Si tratta di una doccia fredda.

L’Italia conta molto su questo vaccino, che non necessita della catena del freddo ed è di semplice distribuzione. Significa tempi più lunghi con il rischio di ritrovarsi, quanto meno nel primo trimestre, con i soli vaccini di Pfizer e Moderna, sufficienti a vaccinare a malapena operatori sanitari e anziani. Per questo, il governo italiano ha spinto molto per rafforzare l’acquisto dei vaccini già autorizzati e ieri pomeriggio il commissario europeo, Ursula von der Leyen, ha annunciato: «Abbiamo deciso di prendere altre 100 milioni di dosi aggiuntive da BioNTech-Pfizer, già in uso per vaccinare gli europei. Avremo quindi 300 milioni di dosi di questo vaccino, che è stato valutato sicuro ed efficace. Altri seguiranno». L’incremento del 50 per cento della fornitura, per la quale da giorni l’Italia stava premendo, ci sarà, ma non si conoscono i tempi. Cosa significa per il nostro Paese? Abbiamo diritto al 13,4 per cento, dunque ai 26,9 milioni di fiale già acquisite se ne aggiungeranno altri 13,4. Totale (per il vaccino Pfizer-BioNTech): 40,3 milioni di dosi. Attenzione, lo stesso succederà per Moderna: se il 6 gennaio Ema approverà questo vaccino, l’Unione europea aggiungerà agli 80 milioni di dosi già acquistate, altri 80 che aveva opzionato. All’Italia ne spetteranno 10,7 milioni. Torniamo a Pfizer: il grosso della prima tranche dovrebbe arrivare nel terzo trimestre del primo anno. La successione prevista è questa: 8,7 milioni di dosi nel primo trimestre, 8,7 nel secondo, 10 nel terzo.

Se gli ulteriori 13,4 milioni saranno consegnati solo a fine 2021, gli effetti della vaccinazione di massa li vedremo solo il prossimo inverno, con il Paese che resterà in sofferenza, costretto a sopportare zone rosse, chiusure e, purtroppo, decessi e ospedali pieni. Il via libera ad AstraZeneca avrebbe fornito una sorta di autostrada parallela e la corsa sarebbe stata più veloce. Ancora da capire quando arriveranno le prime dosi di Moderna se sarà approvato come appare scontato visto che è già stato autorizzato da Fda, l’autorità americana. In queste ore, dopo i problemi causati dal maltempo, saranno consegnati i nuovi lotti di Pfizer, 470mila dosi. Ma l’accelerazione sperata ancora non c’è.

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 30 Dicembre 2020, 14:04
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