Vaiolo delle scimmie, ecco il primo caso a Torino (e in Piemonte): è un 46enne appena rientrato dall'estero

Vaiolo delle scimmie, ecco il primo caso a Torino (e in Piemonte): è un 46enne appena rientrato dall'estero

Vaiolo delle scimmie, c'è il primo caso a Torino (e in Piemonte). E' stato diagnosticato ad un uomo di 46 anni, residente in città, di nazionalità italiana, appena rientrato da un viaggio in Portogallo. 

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Le sue condizioni di salute sono buone e sono state già attivate dall'Asl Città di Torino le misure di tracciamento e prevenzione previste dai protocolli nazionali. Si tratta del primo caso riscontrato in Piemonte.

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Lo segnala la Regione Piemonte. «Da quando è stata segnalata la presenza dell'infenzione in Italia, il Piemonte - sottolinea l'assessore alla Sanità, Luigi Icardi - ha attivato tutti i protocolli e le misure di prevenzione previste e questo ha consentito al Centro multidisciplinare per la salute sessuale dell'Asl Città di Torino di individuare tempestivamente questo caso e intervenire subito». Ad insospettirlo, la lesione cutanea peculiare della sintomatologia del virus, che nei segni e nei sintomi ricalca quello del vaiolo.  A quanto si apprende, l’interessato non presenta particolari problemi di salute, tanto che non è stato necessario disporre il ricovero: attualmente si trova in isolamento, a casa sua.

Il vaiolo delle scimmie è un poxvirus simile allo scomparso virus del vaiolo umano, che infetta le scimmie ma raramente può contagiare l’uomo. E' stato osservato per la prima volta nelle scimmie nel 1958. Il primo caso di trasmissione umana è stato segnalato nel 1970. Il 6 maggio 2022 nel Regno Unito è stato confermato il primo caso di vaiolo delle scimmie in un uomo proveniente da un viaggio in Nigeria. Tra maggio e giugno confermati i primi casi anche in Italia: in Lazio, Toscana e Lombardia. Secondo l'OMS e l'ECDC sono 219 i casi confermati in Paesi in cui questa malattia non è endemica, distribuiti in 19 Stati ubicati in tre regioni del globo, la maggior parte dei quali in Europa. I sintomi includono febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena e dolore ai linfonodi, seguiti successivamente dalla comparsa di pustole cutanee sul volto e in seguito generalizzate.
I casi attualmente descritti non sono gravi ma necessitano di monitoraggio clinico. La trasmissione avviene per contatto diretto con un animale infetto o con un essere umano infetto con fluidi corporei, come sangue, goccioline respiratorie, saliva, essudato di lesioni cutanee e crosta. Sembrerebbe esserci diffusione anche in caso di rapporti sessuali.


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Giugno 2022, 18:47
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