Torino, truffa da 30 milioni su "certificati bianchi": 22 misure cautelari

Torino, truffa da 30 milioni su "certificati bianchi": 22 misure cautelari

La Guardia di Finanza di Torino sta eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 persone indiziate di appartenere ad un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, autoriciclaggio e bancarotta fraudolenta, nel settore dell'efficientamento energetico. Per 13 degli indagati è stata disposta la  custodia in carcere, per 3 gli arresti domiciliari mentre 6 avranno l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

 

L'inchiesta, avviata nel 2018 dal Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino e coordinata dalla Procura  del capoluogo piemontese ha consentito agli investigatori di acquisire elementi riguardo l' esistenza di una truffa posta in essere, nel periodo 2014-2021, da un'associazione  con base in provincia di Torino, imperniata intorno al meccanismo dei cosiddetti 'certificati bianchi' (o Tee, Titoli di Efficienza Energetica), strumento di promozione dell'efficienza energetica in Italia.  In particolare, nell'ipotesi investigativa il meccanismo fraudolento si sarebbe articolato in tre fasi: le società italiane, aventi qualifica di E.S.Co. (Energy Service Company), presentavano al Gse (Gestore dei Servizi Energetici) documentazione comprovante la realizzazione di progetti relativi a lavori di efficientamento energetico rivelatisi fittizi. Sulla  base della documentazione presentata, le E.S.Co. ottenevano così l'indebita assegnazione di 'certificati bianchi' successivamente posti sul mercato gestito dal Gme (Gestore dei Mercati Energetici) e quindi monetizzati. 

 

 I responsabili delle ES.C.o. procedevano, dunque, a trasferire parte del denaro così ottenuto in Italia e all'estero (Lituania, Inghilterra, Romania e Bulgaria) su conti correnti intestati sia a società a loro riconducibili, sia a soggetti terzi, giustificando tali movimentazioni con fatturazioni attestanti ipotetiche prestazioni di servizio e/o cessioni di beni. Una volta ricevuto sul proprio conto corrente le somme di denaro provenienti dalla truffa, si procedeva con prelievi sistematici, presso bancomat e sportelli bancari, anche acquistando oro e oggetti preziosi. In tal modo sarebbero stati riciclati oltre 13 milioni di euro.

 

Il profitto della truffa è stato quantificato in circa 30 milioni di euro, 508 progetti (ad esempio lavori di installazione caldaie, collettori o cappotti termici mai effettuati)  presentati al Gse su oltre 1000 esaminati sono risultati fittizi e le operazioni di compravendita analizzate hanno riguardato oltre 300.000 Tee. Nell' esecuzione delle misure  sono impegnati oltre 300 finanzieri operanti in Piemonte (province di Torino, Alessandria, Cuneo e Verbania), Lombardia (provincia di Milano), Liguria (provincia di Savona), Veneto (provincia di Vicenza), Emilia-Romagna (province di Bologna, Modena e Rimini), Calabria (provincia di Crotone) e Sicilia (provincia di Messina).


Ultimo aggiornamento: Martedì 10 Maggio 2022, 10:21
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