Il giallo di Giuseppina, uccisa nel giorno del suo compleanno: caccia al killer. L'omicidio nell'ex quartiere di Khaby Lame

Conosciuta come "Giusy la cantante", andava spesso in bici dal fratello. Abitava nel complesso dove ha vissuto il tiktoker Khaby Lame

Il giallo di Giuseppina, uccisa nel giorno del suo compleanno: caccia al killer. L'omicidio nell'ex quartiere di Khaby Lame

Giallo a Chivasso, nel torinese. Giuseppina Arena, 52 anni, è stata uccisa martedì pomeriggio, nel giorno del suo compleanno, con tre colpi d'arma da fuoco (due andati a segno), mentre viaggiava in bicicletta vicino al cavalcavia dell'alta velocità Milano-Torino. Il corpo è stato avvistato alle 18 da un passante in una stradina in mezzo ai boschi.

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Giallo di Chivasso, cosa è successo

Inizialmente si era pensato a un malore, ma i carabinieri della compagnia di Chivasso hanno poi rinvenuto tre bossoli vicino al cadavere, che hanno aperto all'ipotesi dell'omicidio, confermata dopo l'analisi della scientifica. Almeno un proiettile ha centrato la donna alla testa, allo zigomo destro, uccidendola a sangue freddo. Dai rilievi da parte dei carabinieri è poi emerso che la donna sembrerebbe essere stata anche picchiata. Gli inquirenti adesso indagano per risalire a un possibile movente. I vicini l'hanno vista andare via alle 16. Alle 18 di martedì, un passante ha notato il cadavere della donna vicino al ponte dell'alta velocità e ha chiamato il 112. La casa e la cantina della vittima sono state poste sotto sequestro, per risalire all'assassino. 

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Chi era Giuseppina Arena

Giuseppina, originaria di Montanaro, viveva dal 2003 in un alloggio delle case popolari di via Togliatti, lo stesso complesso dove ha vissuto il tiktoker Khaby Lame, quasi 150 milioni di followers in tutto il mondo. Insieme a lei in casa c'erano 15 gatti e 2 cani. La chiamavano «Giusi la cantante»: in sella alla sua bici, su e già per le strade del paese, cantava della sua vita, degli inganni subiti, dei presunti figli che le avevano portato via subito dopo la nascita. Una persona buona ma dall'animo tormentato, alle prese con dei disturbi mentali. «Secondo me ha visto qualcosa che non doveva vedere - racconta un vicino di casa, sconvolto - non c'è spiegazione per un delitto così. Giusi era una persona buona. Particolare, se vogliamo, ma non certo in grado di fare del male a qualcuno».

«A volte aveva l'insulto facile - ricordano le titolari di un bar - ma nessuno la prendeva troppo sul serio e finiva sempre con una risata». In quel paese, a dieci minuti da Chivasso, vive ancora il fratello Angelo che ha tre figli, di cui due minori. È stato sentito dai carabinieri poi è tornato a casa. A Montanaro, Giuseppina andava spesso anche al cimitero dove da due anni è sepolta la mamma. Da lei aveva ereditato una cospicua somma di denaro anche se proprio non lo dava a vedere: aveva infatti continuato a farsi assistere dai servizi sociali, proseguendo nella sua vita spartana, girando in bici e accudendo i suoi animali. Proprio su quell'eredità si stanno concentrando alcuni accertamenti dei carabinieri. Perché è possibile che chi ha ucciso la donna fosse a conoscenza di quella somma e volesse in qualche modo impossessarsene. Ipotesi, per ora. Del resto gli investigatori stanno battendo anche altre piste. Preziose indicazioni arriveranno dall'analisi del vecchio telefono cellulare della donna.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 13 Ottobre 2022, 21:25
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