«Vuoi farti senza pagare?»: festini hard di lusso e droga, otto arresti dopo il servizio a Le Iene

Abusi sessuali, scattano le manette tra Torino e Lecce. I giovani venivano adescati in strada

«Vuoi farti senza pagare?»: festini hard di lusso e droga, otto arresti dopo il servizio a Le Iene

«Se vuoi farti senza pagare telefona a questo mio amico». È così che giovani tossicodipendenti venivano adescati in strada per festini a base di droga e sesso in appartamenti di lusso del centro di Torino. Un vero e proprio giro di prostituzione maschile scoperto dai carabinieri che all'alba hanno eseguito otto misure cautelari. Violenza sessuale aggravata, rapina, spaccio i reati contestati a vario titolo a una donna e sette uomini, uno dei quali coinvolto insieme ad altre due persone in una inchiesta parallela della polizia che ipotizza il reato di rapina aggravata in concorso.

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Coordinata dal pm Livia Locci della Procura subalpina, l'inchiesta che questa mattina ha portato i carabinieri a notificare le otto misure cautelari, tutte in carcere, a Torino e a Lecce, è iniziata un anno fa con la denuncia di un tossicodipendente 23enne. «È stato un spacciatore a dirmi che, se volevo fumare, c'era un suo amico, parecchio ricco, che avrebbe avuto piacere della mia compagnia», dice il giovane alla trasmissione di Italia 1 Le Iene. «Le case erano delle regge e c'era tanto stupefacente, ma se non facevi sesso, non ti drogavi...».

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I giovani venivano avvicinati in Lungo Dora Napoli, corso Emilia e corso Principe Oddone, angoli del capoluogo piemontese tristemente conosciuti come luoghi di spaccio. Il reclutatore metteva loro in tasca alcune centinaia di euro e un biglietto con un numero di telefono. Bastava una telefonata per essere catapultati dalla strada agli eleganti appartamenti del centro, dove a fare gli onori di casa era un elegante uomo di mezza età. Il 23enne partecipa per mesi ai festini in quell'abitazione, dove gli è stata promessa «la cocaina più buona di Torino», e in altre case di lusso.

Il patto era chiaro, ma non sempre i ragazzi erano disposti ad accettare lo scambio. «All'inizio rifiutavo di fare sesso. Solo qualche preliminare. Chi organizzava le feste si drogava con noi. Ho resistito, poi mi sono venduto come gli altri», dice ancora il ragazzo, che oggi è uscito dal tunnel della droga. Il padrone di casa non si faceva tanti scrupoli e se qualcuno faceva il duro, lo convinceva mettendo nei drink gocce di Ghb, la cosiddetta droga dello stupro. «È capitato anche a me - rivela -. Appena bevuto mi sono sentito male, sono andato via ma non riuscivo a parlare e mi hanno portato via in ambulanza. Dalle analisi in ospedale è risultato che con l'alcol e il crack, avevo assunto anche Ghb».

Si tratta della stessa sostanza che uno degli otto indagati ha usato, insieme a due complici del tutto estranei ai festini utilizzavano per derubare vittime conosciute attraverso piattaforme social per incontri maschili. Una inchiesta della polizia parallela a quella dei carabinieri: gli indagati, arrestati oggi, con la scusa di consumare rapporti sessuali all'interno di appartamenti/B&B affittati per lo scopo, somministravano la droga e rubavano carte di credito poi usate per acquisti e pagamenti online. In questo caso gli episodi contestati sono tre e sono avvenuti tutti a Torino. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 9 Marzo 2022, 20:56
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