Vaccini, oltre 6 milioni tra over70 e 80 attendono la prima dose. I casi Lombardia, Umbria e Puglia
di Stefania Piras

Vaccini, oltre 6 milioni tra over70 e 80 attendono la prima dose. I casi Lombardia, Umbria e Puglia

In una settimana cosa è cambiato nel piano vaccini? Ci sono ancora tanti anziani che devono ricevere la prima dose di vaccino. Tra over 70 e over80: i nonni che aspettano sono 6,3 milioni ( 6.313.018 per la precisione: quasi un milione e mezzo sono over 80 e 4,8 milioni sono over 70) mentre mancano 400mila tra insegnanti e Ata per esaurire la platea del personale scolastico (il bacino totale conta poco più di un milione e mezzo di persone) e che ora è destinato ad aspettare per effetto della sospensione delle vaccinazioni a loro dedicate.

Questo perché tra le categorie prioritarie individuate per la vaccinazione all'inizio c'era una scala gerarchica netta (in forma di raccomandazione però) che prendeva in considerazione in primis l'età e la presenza delle condizioni patologiche. Veniva poi esplicitato che erano considerate prioritarie anche le categorie del personale docente e non docente, delle forze armate, del personale penitenziario e altre comunità residenziali. Quindi, oltre agli anziani si è data la possibilità di allargare le maglie fin dall'inizio. Come se non bastasse, si diceva che in una fase 2 si poteva «procedere in parallelo al completamento della vaccinazione del personale docente e non docente». Ed ecco servito il paradosso: la fase 2 per alcune categorie è già una "fase avanzata" mentre per la popolazione meno giovane, e quindi più esposta, non è mai cominciata. Domanda: se gli anziani non sono ancora tutti vaccinati (Fase 1) come è possibile che manchino meno docenti e impiegati legati al mondo della scuola / università da vaccinare che anziani? Perché la platea del personale scolastico è minore rispetto a quella degli anziani, si dirà, ma è chiaro che la logica delle priorità è stata interpretata in modo alquanto variegato.

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Rispetto a una settimana fa ci sono 108 punti vaccinali in più, 3.284.930 dosi nuove consegnate rispetto alla settimana precedente, poco più di due milioni di dosi somministrate (una media di 286mila dosi al giorno). Sono i numeri forniti dal report vaccinazioni settimanale del governo che negli ultimi sette giorni ha fatto i conti con le nuove raccomandazioni su Astrazeneca (il vaccino di Oxford è ora raccomandato sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60) e ha anche emanato una nuova ordinanza per stringere le maglie delle vaccinazioni (il premier Draghi in confererenza stampa era stato diretto: «Con che coscienza la gente salta la fila?»). Il generale Paolo Figliuolo ha infatti poi firmato l'ordinanza n. 6 del 9 aprile 2021 che definisce come prioritaria la vaccinazione degli over 80 e delle persone con elevata fragilità.

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Nel report rimangono molti aspetti che stridono e che fanno capire che le Regioni fin dall'inizio della campagna (27 dicembre 2020) hanno deciso di andare ognuna per conto proprio, ognuna scegliendo categorie prioritarie da vaccinare.

 

I numeri

I numeri nazionali sono questi: gli over80 che hanno ricevuto una prima dose sono 3.132.974 (68,20%), hanno completato il ciclo vaccinale in 1.781.887 persone (38,79%). Devono ancora ricevere la prima dose 1.460.600 di anziani (31,80%). La campagna vaccinale per gli anziani che hanno un'età compresa tra i 70 e i 79 anni arranca ancora molto.  In 1,2 milioni hanno ricevuto la prima dose su una platea di  6.057.568 persone (vuol dire il 19,89%).  Appena 150mila hanno ricevuto anche la seconda dose (2,48%) e sono in attesa della prima dose la gran parte dei settantenni: 4,8 milioni di persone, cioè l'80,11%. Tantissimi. Le regioni peggiori che hanno difficoltà ad avviare l'immunizzazione dei settantenni sono Umbria (5,99%), Puglia (3,96%), Basilicata (2,66%), Lombardia (5,84%). Le migliori sono Veneto (37%), Lazio (29,4%), Trento (27,8%), Bolzano (29%), Emilia Romagna (27,8%), Toscana (31,4%) e Valle d'Aosta (27,3%). 

Ecco alcuni esempi di andamenti bizzarri: in Puglia sono stati vaccinati con una prima dose appena 16mila 70enni (quasi il 4% della platea) a fronte di 97mila tra docenti e altre figure che vanno sotto l'etichetta di personale scolastico (88% del bacino di riferimento). La priorità agli anziani è un po' lontana. In Toscana l'81% del personale scolastico (64mila persone) hanno già ricevuto una prima dose di vaccino mentre  102.213 anziani over 80 attendono ancora di vedere il primo ago. Una settimana fa in Toscana erano 70mila in più gli anziani ancora in attesa. La Lombardia ha vaccinato con una prima dose 187.258 di persone del personale scolastico su 218mila. 

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C'era bisogno di una nuova ordinanza se in tutti i documenti ufficiali del Ministero della Salute c'è scritto che i più esposti alla morte per Covid sono le persone che hanno tra i 70 e i 100 anni? Evidentemente sì. Solo oggi sono morte 344 persone. Nell'ordinanza si mette nero su bianco  che i primi da vaccinare sono »le persone di età superiore agli 80 anni; poi le persone con elevata fragilità e, ove previsto dalle specifiche indicazioni i familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari; poi le persone di età compresa tra i 70 e i 79 anni e, a seguire, di quelle di età compresa tra i 60 e i 69 anni, utilizzando prevalentemente vaccini Vaxzevria (precedentemente denominato COVID-19 Vaccine AstraZeneca) come da recente indicazione dell’AIFA». Parallelamente alle suddette categorie è completata la vaccinazione di tutto il personale sanitario e sociosanitario, si legge, e di tutti coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. Non si nominano più gli insegnanti.

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«La situazione dell'Italia è ancora di estrema gravità, per questo siamo molto preoccupati del numero molto elevato di morti tutti i giorni. La sensazione è che ci sia ancora molto da fare e un pò da resistere e soffrire per i prossimi due mesi. Lo sforzo attuale è di vaccinare il più possibile», ha detto durante un incontro online organizzato dal Centro Psicoanalitico di Bologna e dalla Biblioteca Salaborsa, il direttore generale di Aifa Nicola Magrini. «Occorre continuare a fare il massimo - ha aggiunto - per spegnere questa pandemia, come fatto in altri Paesi e si è visto che è possibile».

Ma nelle regioni è caos criteri. Non bastava la somministrazione a rilento. Ognuno ha interpretato i criteri per iniettare i vaccini. Nel report del governo la voce "Altro" non c'è. La cartella "Altro" sarebbe la maxi categoria anonima in cui sono confluiti tutti quelli che non fanno parte del personale docente e non docente, forze armate, ospiti Rsa, personale socio sanitario. Questa voce compare nel report dell'Iss e nel grafico è una linea blu che si impenna da metà marzo a ieri. 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Aprile 2021, 09:54
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