Neanche con un fiore

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di Barbara Gubellini

Le donne non si toccano neanche con un fiore! Tante volte l’ho raccomandato anch’io ai miei due figli. Ma faccio mea culpa. Questa storia del fiore, infatti, non fa mica tanto bene a noi donne e di sicuro non educa i bambini alla parità.

 

Nel 1996, due psicologi sociali americani, Peter Glick e Susan Fiske, hanno individuato una specifica categoria di discriminazione che in questo caso calza a pennello: il “sessismo benevolo”. Tutti intuiamo quando il sessismo è “ostile”, cioè quando si basa su stereotipi, discriminazione e violenza. Il sessismo “benevolo” invece è subdolo e più difficile da individuare quando lo subiamo, perché è travestito da attenzione. Un uomo è sessista benevolo tutte le volte che pretende di proteggerci, anche se non ce ne sarebbe alcun bisogno, perché parte dal presupposto che “per natura” il maschio sia più forte e la donna più debole.

 

Qualcuno la chiama “cavalleria” e, infatti, come un cavaliere medievale il sessista benevolo erge la donna su un piedistallo, ma mentre la preserva dagli “orrendi pericoli del mondo” finisce per metterla all’angolo. Perché se non ci permettono di partecipare alla battaglia ci evitano sì di perderla, ma anche di poterla vincere. O no? La buona educazione è un’altra cosa e tutte dovremmo imparare la differenza: se siamo piene di sacchetti della spesa e un uomo ci dà una mano è il benvenuto, ma lo sportello della macchina, ragazze, quello possiamo aprircelo da sole!

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 20 Marzo 2021, 20:35
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