Diamo voce alle donne iraniane

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di Barbara Gubellini

Un’altra vittima in Iran. Un’altra donna.

Hadis Najafi aveva solo 21 anni. E’ divenuta virale in queste ore la foto di lei, di spalle, che si lega i capelli biondi in una coda di cavallo prima di unirsi alla folla in protesta nelle strade. Un’eroina. E se ne dovrebbe parlare di più, nei nostri quotidiani, non solo a pagina 28. 

Ovunque, la scorsa settimana, abbiamo visto video, dall’Iran, di gente che scappava, nel panico. Abbiamo visto i poliziotti armati, abbiamo sentito le urla e il rumore di spari. Ora a morire, uccisa da 6 proiettili, è stata Hadis.

Tutto è cominciato dal gesto di un’altra che si è ribellata all’autorità maschile. Non si è trattato neanche di una vera ribellione, in realtà, perché la povera Mahsa Amini aveva semplicemente indossato male il velo e ciò è bastato perché fosse incarcerata perché una ciocca di capelli era  scappata fuori. Poi, come sappiamo, la ragazza, di 22 anni, è morta in cella.

Da allora, tantissime donne e ragazze, non solo in Iran ma in tutto il mondo, hanno cominciato a tagliarsi i capelli da sole in segno di protesta. Finché tutto non è trasceso e la situazione è esplosa con ferocia.

Io, nei giorni scorsi, vedendo tutte quelle donne recidere le loro chiome in maniera sommaria, mi ero chiesta: ma perché protestare con un gesto che mortifica la propria femminilità? Mi sembrava quasi un controsenso. Allora mi sono informata e ho imparato che secondo la legge coranica, alle donne è vietato tagliarsi i capelli. O meglio: possono tagliarli, in realtà, l’importante è che il taglio non sia maschile, che le teste delle donne non sembrino teste di uomini, né che ci si ispiri alla moda occidentale.

I capelli sono la punta di un iceberg, naturalmente, perché in Iran le donne nono possono cantare, andare in bicicletta, nuotare, divorziare, entrare in uno stadio. Non possono neanche studiare se un maschio di casa decide così. E’ contro tutto questo che tante donne si sono tagliate i capelli.  Per tutto questo che Mahsa e Najafi sono morte.

Diamo voce a ciò che sta accadendo in Iran. E noi donne, qui in Italia, teniamoci stretti i nostri diritti conquistati perché, ricordiamoci che possono toglierceli, da un momento all’altro.

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Giornalista, autrice e conduttrice tv. Da anni realizza reportage di approfondimento su ambiente, sostenibilità e temi sociali. L'argomento che più la appassiona è la parità di genere. E' mamma di due bambini.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Settembre 2022, 12:13
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