Il catcalling è una molestia VIDEO

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di Barbara Gubellini

E’ il tema del momento, il Catcalling: termine che indica commenti indesiderati, gesti, fischi e avance sessuali in aree pubbliche, strade, mezzi di trasporto, parchi. "Non danno fastidio" secondo molte donne e tanti insistono nel definirli “complimenti”.

Il Catcalling vi sembra una cosa innocua? Beh non lo è, perché ferisce una categoria di persone, quindi –come dice il filosofo femminista Lorenzo Gasparrini- anziché negare la sofferenza di queste persone, dovremmo invece chiederci: “quale punto di vista mi sto perdendo?”.

 

Se l’imbianchino ci urla “a bella!” dall’impalcatura, mentre camminiamo al sole tra la folla, ad alcune può strappare anche un sorriso, ma tutte noi donne avremmo invece paura a ricevere lo stesso commento di sera in un vicolo. O sbaglio? Figuriamoci parole più “esplicite”. I dati sono chiari: sono più del 35% le italiane che non escono da sole la sera per paura -contro l’8,5% degli uomini- (fonte Istat). In un paese civile non dovrebbe essere così e, forse, un primo passo per cercare di risolvere il problema potrebbe essere iniziare a riconoscere il Catcalling per quello che è: una molestia.

 

“E il gioco della seduzione?” Dirà qualcuno. Beh, i commenti non richiesti non sono né seduttivi né romantici, questo dobbiamo mettercelo bene in testa. E qui sono d’accordo con Murgia: niente è sexy senza consenso. Il desiderio espresso senza consenso dell’altro è una violenza.

 

La seduzione piace a tutti, donne e uomini. Ma per essere un gioco deve essere alla pari.

 

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Inviata, autrice e conduttrice tv. Da anni realizza reportage di approfondimento su ambiente, cibo sostenibile e temi sociali. L'argomento che più la appassiona è la parità  di genere. E' mamma di due bambini.
 


Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Giugno 2021, 10:48
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