Weekend da vivere. Oggi gli Inti-Illimani, domenica Enrico Rava. E molto altro.

Weekend da vivere. Oggi gli Inti-Illimani, domenica Enrico Rava. E molto altro.

di Valeria Arnaldi

Sorrisi in primo piano, nel fine settimana, grazie a speciali one man show. Non mancano però le occasioni di riflessione. E proseguono gli omaggi a Pasolini, a cento anni dalla nascita.

TEATRO. Enrico Brignano conquista con “Un’ora sola vi vorrei”, fino a domenica all’Auditorium della Conciliazione: un viaggio nel tempo, con salti nel passato, anche recente, e occhi puntati sul domani, per guardare la vita da prospettive differenti e magari ripensarla. Gioca sull’attimo anche Marco Falaguasta alla Sala Umberto con “Neanche il tempo di piacersi”, anche questo fino a domenica, tra consuetudini ormai radicate e nuovi linguaggi. Una satira sulla società e sul dialogo tra generazioni differenti o quantomeno sui tentativi di portarne avanti uno. «Tutto è nato dalla mia esperienza di genitore — racconta Falaguasta — pur vivendo e lavorando su parole e relazioni, mi sono scoperto giurassico e anacronistico nella relazione con i miei figli e il loro mondo. E sempre più spesso, invece di provare a comprendere i loro codici, mi scopro a giudicare i ragazzi e ad attribuire a loro la colpa delle nostre difficoltà d’interazione». E, al Sistina, prosegue “Rugantino” che, per il grande successo, sarà prorogato con nuove date a maggio, dal 13 al 15 e dal 19 al 22, dopo “Jesus Christ Superstar”. La commedia musicale viene presentata nella sua versione storica originale, con la regia di Pietro Garinei, le musiche di Armando Trovajoli, le scene e i costumi originali firmati da Giulio Coltellacci, e con la supervisione di Massimo Romeo Piparo. Protagonisti,  Michele La Ginestra, nei panni di Rugantino, ruolo  che ha interpretato già ventuno anni fa, Serena Autieri, come Rosetta, Edy Angelillo che torna a impersonare Eusebia e Massimo Wertmuller al suo esordio nel ruolo di Mastro Titta.

Repliche straordinarie, da venerdì al 20, anche al Teatro Anfitrione, per “Cose dell’altro mondo” con Sergio Ammirata. Non solo sorrisi. All’Auditorium Parco della Musica, fino al 20, il palco è per Anna Foglietta e Paola Minaccioni, per la regia di Michela Cescon, in “L’attesa”, testo di Remo Binosi, tra commedia e dramma, che torna sul palco a ventotto anni dalla storica messinscena del 1994. Un racconto su corpi femminili, desiderio, sentimenti, maternità, ambientato nel Settecento. «Tutto è raccontato con freschezza e con un erotismo naturale nei confronti della vita e del mondo. Alle due attrici viene richiesta un’ adesione fisica ai personaggi totale, e il loro stare in scena diventa molto sensuale, non per un finto gioco di seduzione, ma per la loro immersione nel racconto; un racconto sui corpi femminili, sulla punizione per il desiderio, la punizione di essere donne, sulla maternità, sull’amicizia, sull’amore, sul piacere, sulla lealtà, sulle differenze di classe», commenta Cescon.

PASOLINI. Ancora tributi a Pasolini. Al Teatro Vittoria, fino a domenica, “Museo Pasolini” di e con Ascanio Celestini, che immagina un ipotetico museo di “memorie”,  perché, come diceva Vincenzo Cerami, «se noi prendiamo tutta l’opera di Pasolini dalla prima poesia che scrisse quando aveva 7 anni fino al film Salò, l’ultima sua opera, noi avremo il ritratto della storia italiana dalla fine degli anni del fascismo fino alla metà degni anni ’70. Pasolini ci ha raccontato cosa è successo nel nostro paese in tutti questi anni».

E a Casa del Cinema, la mostra “Gli Orienti di Pier Paolo Pasolini. Il fiore delle mille e una notte”, con foto di Roberto Villa, fino al 15 aprile.

MOSTRE. Si apre oggi e prosegue fino al 17 luglio a Palazzo Cipolla, “London Calling: British Contemporary Art Now”, iter in oltre 50 anni di arte londinese con più di 30 opere di 13 artisti, da David Hockney a Anish Kapoor, fino a Damien Hirst. «Gli artisti che danno vita a questa esposizione – seppur di età e provenienze diverse fra loro – hanno tutti in comune il fatto di aver vissuto intensamente Londra e di averne assorbito il dinamismo e l’anticonformismo in una determinata fase della loro carriera», afferma il professor Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, che ha fortemente voluto la mostra. «Per trovare una città con una tale concentrazione di talenti artistici bisogna risalire indietro nel tempo fino alla Firenze del Rinascimento. «L’arte di quel periodo dovette la sua nascita a una serie di fattori, tra cui il progresso scientifico, economico e politico che portò le città a competere tra loro per attrarre i migliori artisti - aggiunge Javier Molins, curatore dell’esposizione con Maya Binkin - Allo stesso modo, la rivoluzione dei costumi e il grande sviluppo economico che investirono Londra negli anni Sessanta hanno dato vita a un vivace ambiente artistico nel quale scuole d’arte e gallerie si contendevano i migliori studenti e gli artisti di spicco mentre i musei si sfidavano a colpi di mostre sensazionali».

E ai musei Capitolini, l’attenzione è per il maestro spagnolo Francisco de Zurbarán, nel primo focus capitolino a lui dedicato, il progetto “Zurbarán a Roma. Il San Francesco del Saint Louis Art Museum tra Caravaggio e Velázquez”, appena inaugurato e ospitato fino al 15 maggio. Cuore dell’iter, “San Francesco contempla un teschio”, tra i più significativi  dipinti del formalismo mistico di Zurbarán,. Il lavoro è posto idealmente in dialogo  con “Buona Ventura” e “San Giovanni Battista” di Caravaggio, nonché  con “Ritratto di Juan de Córdoba” di Diego Velázquez. Il progetto è curato da Federica Papi e Claudio Parisi Presicce.

BIMBI. Laboratori e incontri fiabeschi domenica, da Explora, per il lancio dei nuovi episodi della serie Rainbow “Pinocchio and Friends”. I giovanissimi, dai 3 ai 10 anni, potranno incontrare i loro personaggi preferiti e prendere parte al laboratorio “1, 2, 3... Salto!”, per mettersi alla prova nella costruzione di un gioco e divertirsi con i propri amici.

Laboratori a Palazzo delle Esposizioni, anche con proposte "a distanza".

MUSICA. Il weekend sulle note inizia con gli Inti-Illimani, che tornano ad esibirsi dal vivo a Roma, stasera all’Auditorium Parco della Musica, con Giulio Wilson. «Volevamo tanto fare questo tour, abbiamo sognato per molto tempo di tornare in Italia dopo il dilagare della pandemia; torniamo in un Paese che, come tutto il mondo, lotta ancora una volta per la pace, per il rispetto dei diritti umani, per il rispetto dei popoli, per la gente comune che vive del proprio lavoro e che non aspetta altro che poter lavorare, vivere, crescere e amare, condividere in pace. Speriamo che questi concerti siano un momento di incontro, per riaffermare i diritti delle persone, al di sopra dei giochi delle grandi potenze», dice Jorge Coulón, voce degli Inti-Illimani.

All’Auditorium Parco della Musica, domenica, il duo inedito Enrico Rava e Fred Hersch. Stesso giorno, all’Alexanderplatz, per Joy Garrison: “The Queen is back”.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Marzo 2022, 09:34
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