Romina Falconi, tra note e scongiuri che tormentone "Magari muori"!

di Ida Di Grazia
Se vi avessero detto che il tormentone estivo l’avrebbe lanciato un’agenzia di pompe funebri ci avreste mai creduto? Eppure, è così. Tra il tropical e il reggaeton è esploso Magari muori: il nuovo singolo inedito scritto e composto Romina Falconi con un featuring d’eccezione, la Taffo Funeral Services, l’agenzia di pompe funebri più social e divertente d’Italia. Romina è una cantautrice di Torpignattara, ha un modo tutto suo di intendere la musica e la vita e domani sera si esibirà al Parco Schuster.

È stata definita “il caso dell’estate”, come ci si sente?
«Non mi rendo ancora conto. Finalmente una buona notizia, ma non credevo potesse succedere con un brano del genere. A saperlo prima …»

Com’è nata la collaborazione con Taffo?
«Riccardo Pirrone (il social media manager di Taffo, ndr) mi ha contattata dopo aver ascoltato il mio disco e mi ha detto che sognava da tanto un brano di Taffo. Inizialmente pensavo ad uno scherzo, poi ne sono stata subito entusiasta perché siamo entrambi estremamente ironici e ho pensato ‘Non rimandare più che poi magari muori’ … da qui in poi è stato tutto più facile».

Domani sera sarà al Parco Schuster cosa ci dobbiamo aspettare durante la Taffo Night?
«Io sono molto carnevalesca nel senso positivo del termine. Il look come al solito è “Sobrietà non mi avrai mai”. Roma è sempre calorosa, non vedo l’ora di vedervi tutti, conoscervi».

Ha vissuto un’infanzia non semplice, ha iniziato a lavorare molto presto ma come si è avvicinata alla musica?
«Ho avuto una vita pasoliniana. A dodici anni ho perso un fratello, con cui vivevo in simbiosi, in un incidente stradale. Nonostante le tragedie la mia famiglia mi ha insegnato che ci può sempre essere un risvolto ironico, a volte cinico, ma sempre con il sorriso. Mia mamma faceva tanti lavori, e nel condominio c’era un trasgender che mi ha cresciuta come se fosse una seconda mamma. Lei faceva degli spettacoli, mi ha insegnato a stare sui tacchi, a muovermi sul palco. È partito tutto così».

Il suo album Biondologia ha un concept molto particolare, ogni brano rappresenta uno stato emotivo.
«Biondologia è l’arte di passeggiare con disinvoltura sul ciglio dell’abisso, essere biondi vuol dire essere leggeri, ma non stupidi. E io mi definsco un po’ come Alice nel paese degli schiaffi».

C’è una frase, un mantra che si ripete nei momenti difficili?
«Neanche Gesù piaceva a tutti, figuriamoci io».
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Martedì 25 Giugno 2019, 07:15
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