Stupri e sequestro, anche un aborto: le accuse choc di una ragazza. «Mi faceva dire il Padre nostro e mi picchiava»

La vittima una ragazza di 26 anni che dopo mesi è riuscita a denunciare le violenze e ha trovato rifugio in una casa famiglia aiutata dall’associazione Bon’t worry

Stupri e sequestro, anche un aborto: le accuse choc di una ragazza. «Mi faceva dire il Padre nostro e mi picchiava»

Sequestro di persona, violenza sessuale e un aborto provocato. Sono alcune delle accuse di cui dovrà rispondere Valerio Cirillo, 34enne romano candidato nel 2016 con Forza Italia, denunciato dalla vittima una ragazza di 26 anni che dopo mesi di stupri, ha trovato rifugio in una casa famiglia aiutata dall’associazione Bon’t worry. L’incubo inizia poco dopo il primo incontro: i due passano la notte insieme e lui mostra subito un’ossessione nei confronti della ragazza. La accompagna alla scuola dove insegna; sembra premura in realtà è una prima forma di controllo. Quando la vede chiacchierare con un collega si allarma e va a controllare le chat sul telefono. Il messaggio di un vecchio appuntamento basta per farlo esplodere. «Ha sbloccato il mio telefono usando l’impronta del mio dito mentre dormivo, mi ha aggredita per dei vecchi messaggi. Mi ha interrogata, io ridevo e provavo a sdrammatizzare e lui diceva che erano le risposte del “demonio”. Sono credente ma ormai nel panico non ricordavo più neanche il Padre Nostro. Mi ha picchiata» ha raccontato la vittima al Corriere della Sera.

Leggi anche > Roma, recuperato il corpo senza vita di Omar. Il ragazzo era scomparso domenica mentre faceva il bagno a Nettuno

Tra i dolorosi ricordi c'è il gioco della monetina. «Lui teneva in mano quella moneta e mi ripeteva: 'Questa moneta mi dirà la verità'. Rispondevo in modo sbagliato alle domande proprio perché credevo fosse un gioco. Lui mi diceva che ero un demone perché rispondevo in quel modo. E che non ero io la donna che aveva davanti, cioè che in realtà il mio nome era un altro e che avevo 18 anni e non 25 . Mi ha detto, allora, di recitare il Padre nostro. Mi ha bloccato per le braccia. Ero nel panico. Allora ho sbagliato e mi sono fermata mentre recitavo il Padre nostro. Lui è impazzito e ha decretato: 'Hai avuto una relazione col collega'. E mi ha chiuso in bagno. Ero terrorizzata» spiega la ragazza in un'intervista a La Repubblica.

Secondo quanto denunciato alla polizia, l’uomo l'avrebbe picchiata, messo le mani al collo, costretta ad avere rapporti sessuali non protetti. Poi quando rimane incinta avrebbe provocato un incidente a seguito del quale perde il bambino. Vani i tentativi di fuga. «Mi vedevo solo come una vittima, non più come una persona, senza rispetto per me stessa. I miei genitori erano preoccupati ma non potevano sapere, mi vietava di parlare da sola con loro» ha raccontato ancora. Ora l'indagato indossa il braccialetto elettronico con divieto di avvicinamento a meno di 200 metri dalla ragazza.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 2 Giugno 2022, 23:23
© RIPRODUZIONE RISERVATA