Stadio Roma, addio all'area di Tor di Valle: «Quei terreni sono pignorati»

Stadio Roma, addio all'area di Tor di Valle: «Quei terreni sono pignorati»

La Roma potrebbe aver detto definitivamente addio allo stadio nella zona di Tor di Valle, ora emergerebbe che “quei terreni sono pignorati”. Lo rivela il quotidiano La Repubblica, presentando sul quotidiano edizione romana, documenti esclusivi che riguardano il tema, ormai annoso, del nuovo stadio della As Roma.

 

Dopo una lunghissima diatriba durata nove anni che ha riguardato la gestione di James Pallotta il club giallorosso, scrive il quotidiano Repubblica, getta la spugna di fronte all’ennesimo impedimento: un pignoramento “sottaciuto” al Comune per tutto questo tempo.

 

La parola fine sul nuovo stadio della Roma a Tor di Valle ha le sembianze di una lettera, si legge nell’inchiesta curata dal giornalista Lorenzo D’Albergo. Sono due pagine, datate 13 ottobre, che rimescolano per l'ennesima volta le carte su Tor di Valle e riservano l’ennesimo colpo di scena di un iter infinito: i terreni sui quali il club giallorosso vorrebbe realizzare la sua nuova casa sono pignorati. “Il complesso immobiliare – scrive il Comune da quanto riportato da Repubblica -, non è nella libera disponibilità dell’attuale proprietaria Eurnova Spa“.

 

Nel documento il Campidoglio spiega anche di non essere stato informato riguardo al pignoramento durante i tanti incontri andati in scena. Vista la situazione, a dir poco caotica, i Friedkin sembrano sul punto di prendere in seria considerazione le alternative a disposizione. 

 

 

STADIO ROMA, MORASSUT (PD) SI CHIUDA INGANNO TOR DI VALLE

 

“Sarebbe buona cosa chiudere questo inganno di Tor di Valle. Ho sempre detto che era una grande avventura che si sarebbe trasformata in una ciclopica illusione per i tifosi e per una società come l’As Roma che merita rispetto per la storia che rappresenta. Inoltre, l’area di Tor di Valle, comporta enormi problemi non solo per i costi di infrastrutturazione (come è sempre stato chiaro) ma anche per le opere di prevenzione idraulica. Opere che potrebbero tutelare la zona di Tor di Valle ma non cancellerebbero (semmai lo aumenterebbero) il rischio idraulico per tutti gli insediamenti a valle, come risulta chiaro dalla relazione dell’Autorità Disterttuale del Tevere”. Lo dichiara in una nota il viceministro all’Ambiente e già assessore all’Urbanistica della Capitale, Roberto Morassut.

 

“Cose note - spiega Morassut, da sempre critico verso l’opera - che dissi fin dall’inizio. Si è preferito invece per anni solleticare la tifoseria illudendola. 

E adesso? 

L’unica vera soluzione è combinare una triangolazione di forte impronta pubblica che abbia anche i caratteri di una vera rigenerazione urbana. Il CONI trovi il modo di cedere alla Roma l’Olimpico per ristrutturarlo come un moderno stadio di calcio con servizi commerciali e valorizzazioni adeguate. 

Il Comune ceda il Flaminio alla Lazio per un altro progetto di ristrutturazione e valorizzazione. Al Flaminio ed al Foro Italiano le infrastrutture ci sono o sono programmate. 

Un grande impianto per l’atletica può essere realizzato dal Coni a Tor Vergata al fianco della Vela di Calatrava ora finalmente rifinanziata. Per creare un grande polo olimpico in periferia che riqualifichi la zona lasciando al comprensorio universitario un polo sportivo di prim’ordine degno di un grande Campus internazionale. Sarebbe una grande operazione politica e urbanistica per Roma, condotta attraverso un forte ruolo del pubblico (Stato, Comune di Roma, Coni e Università di Tor Vergata) e che darebbe finalmente alle società capitoline e alle loro tifoserie una sospirata ‘casa’ senza assurde speculazioni e senza impatti sul territorio”.


Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Novembre 2020, 11:57
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