La campanella suona a vuoto, torna a casa l'alunno autistico

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Tante cattedre scoperte, a Roma, soprattutto sul sostegno. E pochi banchi: senza i monoposto, che arriveranno a singhiozzo, molti si sono adattati a far lezione seduti su una seggiola. Come al liceo Arangio Ruiz o al Nomentano di Montesacro. C'è anche chi, come il liceo classico Pilo Albertelli all'Esquilino, ha chiesto agli studenti i quaderni con la copertina rigida, per farli scrivere sulle ginocchia.
 

 

Non solo, l'episodio più spiacevole riguarda infatti un bimbo di 8 anni, autistico. La mamma, dopo essersi accertata con la scuola qualche giorno fa della presenza dell'assistente educativo, ieri mattina ha accompagnato il bambino a scuola, all'Istituto Pio La Torre. Per sentirsi dire che l'assistente sarebbe arrivato alle 11. Dietrofront, il bambino è dovuto ritornare a casa perché il ministero non ha inviato il sostegno e il municipio 14 non ha inviato l'aec in tempo. «Ma il bambino poteva restare a scuola», dicono dal Miu. Purtroppo non si tratta di un caso isolato - denuncia la consigliera regionale del Lazio, FdI, Chiara Colosimo -. Un giorno di festa spesso diventato un'esperienza umiliante e devastante sotto ogni aspetto». Nel caos anche in traffico, con la linea della metro A dove un guasto ha causato la chiusura mattutina delle stazioni di Furio Camillo e Ponte Lungo.
(L.Loi.)


Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Settembre 2020, 08:14
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