Vendono una casa per 250mila euro: ma non era di loro proprietà. Cinque arresti

Vendono una casa per 250mila euro: ma non era di loro proprietà. Cinque arresti

Il caso scoperto dalla Guardia di finanza della Capitale

Avevano venduto una casa a Roma, per un valore di 250mila euro, ma non era di loro proprietà. Un'incredibile truffa nel settore delle compravendite immobiliari, quella scoperta dalla Guardia di finanza della Capitale, che ha arrestato cinque persone.

 

Leggi anche > Il tragico epilogo di Valerio, morto a 17 anni: trovato morto sotto il ponte di Ariccia

 

Le accuse per i cinque arrestati sono, a vario titolo, falso ideologico, falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità, possesso di documenti di identificazione falsi, riciclaggio e autoriciclaggio. Tutto era partito dalle denunce resentate da diverse persone in merito allo stesso appartamento nella Capitale. Le indagini hanno consentito di ricostruire una sofisticata truffa realizzata, nell'arco di diversi mesi, ai danni di una giovane famiglia che si apprestava ad acquistare la «prima casa».

 

Lo schema della truffa era ben studiato: Mario Mattei, 58 anni, faceva pubblicare un annuncio di vendita su un noto sito web e, quale sedicente agente immobiliare, curava i rapporti con gli aspiranti acquirenti. Con l'ausilio di Nagla Alagrebi, 45 anni, che, anche grazie a un documento contraffatto, si spacciava quale proprietaria dell'appartamento, è poi riuscito a stipulare un «regolare» atto di compravendita dinanzi a un notaio, all'oscuro della frode, e a ottenere il prezzo pattuito di circa 250.000 euro. La somma è poi stata fatta tempestivamente sparire dal conto corrente appositamente aperto sfruttando la falsa identità di Alagrebi, tramite prelevamenti in contanti e due bonifici effettuati a favore di altrettante società in assenza di valide motivazioni economiche.

 

Gli approfondimenti hanno permesso di disvelare l'attività di «monetizzazione» di proventi derivanti da attività illegali, svolta dal trio composto da Massimo Mannarà, 60 anni, Francesco Carpentieri, 54 anni, e Mario Bazzurri, 56 anni. Tramite prelevamenti di denaro contante, infatti, i soldi tornavano in breve tempo, al netto del corrispettivo per l'illecita prestazione resa, a chi aveva disposto i bonifici. 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Ottobre 2021, 09:39
© RIPRODUZIONE RISERVATA