Roma, turisti spariti e alberghi vuoti. Ma il litorale e i laghi sono pieni
di Lorena Loiacono

Roma, turisti spariti e alberghi vuoti. Ma il litorale e i laghi sono pieni

Roma ferma, praticamente abbandonata dai turisti. Mentre la costa laziale vola.
I dati parlano chiaro: è un'estate complicata, che vede la Capitale alle prese con una spaventosa crisi di presenze. E così mentre la città si svuota, con i primi romani che partono per le vacanze, a riempirsi è solo la costa laziale. Perché quest'anno la tendenza è restare all'interno della regione, per evitare possibili contagi che un anno fa riacutizzarono i casi proprio a metà settembre. I dati, forniti dall'Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, sono drammatici per la capitlale: le strutture ricettive di Roma (circa 1200 alberghi) sono aperte per metà. Vale a dire che circa 600 sono ancora chiuse e quelle aperte viaggiano sul 25-30% di camere occupate.
E si rischia di andare incontro a momenti ancora più difficili: la paura legata alle varianti fa crollare le prenotazioni e in Italia, a rimetterci, saranno i poli maggiormente attrattivi vale a dire Roma, innanzitutto, Firenze e Venezia.

 


Ma se la Capitale soffre, di tutt'altro umore sono le spiagge, i laghi e le campagne del Lazio: il litorale è molto richiesto, con i residenti alla scoperta del luoghi più belli del Lazio. Forse alla ricerca di distanziamento senza rinunciare alla vacanza.
L'Ente bilaterale del turismo ha infatti aperto due nuove sedi, dopo quella di Roma, anche a Latina e Frosinone per allargare lo spettro d'azione sulla parte Sud del territorio regionale e potenziarne i servizi, dando supporto alle imprese del settore. La richiesta sta infatti aumentando: una prima stima indica un 20% di prenotazioni in più, rispetto al passato, tra i luoghi del Lazio da visitare. Con nuove prenotazioni sia in località balneari che termali, da Sperlonga a Fiuggi.

 


L'assessorato al turismo della Regione Lazio, per prolungare la permanenza nelle strutture ricettive e favorire il turismo di prossimità, ha avviato il progetto Più notti, più sogni con cui offre una notte in più a chi ne prenota tre e due a chi ne prenota cinque.

 

Tanzilli (Federalberghi): «A Roma mancano troppi stranieri. Gli italiani? Nelle seconde case»

 

Tommaso Tanzilli, presidente Ebtl e direttore di Federalberghi: come sopravviveranno gli alberghi romani a questa crisi di presenze?
«Circa 600 alberghi su 1200 sono chiusi e quegli aperti, che raccolgono quindi tutto il turismo in arrivo, sono occupati al massimo per un terzo della capienza. Spesso per un quarto, nonostante si stiano applicando tariffe molto basse. Il momento è molto difficile per tutti, vedremo come si riuscirà a superare questa crisi, tra sostegni e affitti: molti contano di non riparire prima di marzo 2022».

 


Nel Lazio però c'è movimento: come mai altre località riscuotono più interesse della città eterna?
«Perché ci sono stranieri in misura molto modesta. Gli italiani restano nella regione di residenza: quindi sono molto quotati gli alberghi del Circeo, Sabaudia e Sperlonga, sulla costa meridionale, mentre al Nord hanno una bella forza attrattiva località come Tarquinia e Montalto di Castro».

 


Anche gli affitti sono sold out?
«Le seconde case vanno per la maggiore, anche più d un anno fa. In questo caso i romani restano vicino alla Capitale, una scelta utile anche per eventuali impegni di lavoro, e tra le favorite Fregene, Anzio e Nettuno. Dove ormai è difficile trovare una casa in affitto per agosto».


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Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Luglio 2021, 08:45
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