Strade pericolose, Scognamiglio (Sicurezza e Ambiente): «Dagli incidenti alle buche
Roma è rimasta al medioevo»
di Franco Pasqualetti

Strade pericolose, Scognamiglio (Sicurezza e Ambiente): «Dagli incidenti alle buche
Roma è rimasta al medioevo»

Chi ha avuto la sfortuna di avere un incidente stradale li ha visti all’opera. Arrivano sul posto in pochi minuti con mezzi e attrezzature professionali. Il loro ruolo? Ripulire il luogo del sinistro da scorie e residui di olio e benzina dall’asfalto. Tute fluorescenti e la scritta su furgoni e scooter inconfondibile: SeA (Sicurezza e Ambiente). Fino a quando? «Fino al 2014 - spiega il Direttore operativo, Giovanni Scognamiglio - fummo tirati in ballo per una storia senza riscontro di tangenti e da allora non abbiamo più potuto lavorare.

 

 
Come andò a finire quella vicenda?
«A distanza di sei anni non abbiamo viste riconosciute le nostre richieste relative alla nostra onestà e alla bontà del servizio».

 


Quanto costava all’amministrazione o ai cittadini il vostro intervento?
«Zero. Era tutto a carico delle assicurazioni». 

 


Ora al vostro posto chi c’è?
«Nessuno, l’amministrazione non è stata ancora in grado di mettere a punto un bando per assegnare un ruolo determinante per la sicurezza stradale».

 


Oggi cosa succede?
«Che in caso di incidente nella maggior parte dei casi vengono utilizzate, come nel medioevo, tecniche rudimentali come segatura o gesso, in barba alle più elementari norme ambientali. Può capitare che strade vengano chiuse anche per giorni in attesa di una pulizia a fondo da parte dell’Ama che nel suo appalto non ha la competenza del post incidenti».

 


Roma ha strade pericolose?
«Assolutamente sì ma questo dipende anche dagli incidenti stradali. Olio e benzina a terra corrodono le leghe bituminose creando le classiche buche a terra. Ecco perché il nostro intervento tempestivo era un viatico per evitare anche il disfacimento del manto stradale. Tutto questo pre non parlare poi delle radici dei pini. Nella Capitale invece di risolvere il problema si mettono i limiti di velocità a 30 all’ora e il gioco è fatto».

 


Cosa chiedete all’amministrazione?
«Di fare un bando di gara per farci partecipare. Siamo operativi in città modello per la sicurezza stradale come Torino, Milano o Mantova. Roma ne avrebbe bisogno. Noi vogliamo solo partecipare».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Novembre 2020, 09:10
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