Roma, affari d'oro per il falso ferroviere: raggirati turisti e pendolari. GUARDA IL VIDEO DELLA TRUFFA - LE FOTO

di Loris Alba e Michela Poi
Ore 12. Stazione Termini. Migliaia di persone, pendolari, turisti. Una città nella città: bella e caotica. È qui che agisce il finto ferroviere. Ha un cappellino, una maglietta rossa, un badge al collo e si mimetizza alla perfezione con gli addetti ai lavori.


Agisce in scioltezza, approfittando della calca e del via vai. Lo sguardo esperto lo aiuta a individuare velocemente le prede da agganciare, quasi sempre straniere. Si avvicina al distributore di biglietti, il momento è quello giusto per colpire. «Ticket?», chiede con naturalezza. Poi qualche parola in un inglese maccheronico e il gioco è fatto. I malcapitati si avvicinano ai distributori. Spingono qualche tasto per acquistare il titolo di viaggio, ma sono in difficoltà. Ed è allora che l’abusivo va a colpo sicuro. «Serve aiuto?», domanda. Si mostra gentile e disponibile. E i turisti, magari di fretta per l’imminente partenza del treno, si fidano scambiandolo per un ferroviere.
 
 


Si destreggia come un professionista: afferra i soldi, li inserisce nella macchinetta, in poche mosse acquista il biglietto. I turisti ringraziano. Sorrisi, strette di mano. Poi, la pretesa del denaro: l’assistente fai-da-te porge la mano per la ricompensa. A quel punto non possono più dirgli di no. Svuotano le tasche per cercare qualche spiccio e glielo danno. Ci è riuscito ancora. E per di più di fronte a tutti: guardie giurate e veri assistenti. Addirittura parla con loro. Scambi di battute, qualche risata complice e si riparte.

Anche se il protagonista è lui, di abusivi ce ne sono tanti. E i suoi “allievi” lo conoscono bene: cercano di imitarlo, gli chiedono consigli. Tutto in pieno giorno e alla luce del sole. Vicino c’è un fidato apprendista: pantalone nero, maglietta azzurra e gilet nero. Non ha la sua esperienza ma la tecnica è rodata e funziona. Poi, quando qualcosa va storto, torna dal “maestro” per chiedere qualche dritta. «È questione di tempo», sembra sussurrargli a mezza bocca. E se nessuno pensa a fermarli, di tempo per migliorare ce ne sarà parecchio.
Giovedì 12 Settembre 2019, 05:00
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