Lo storico dell'arte Claudio Strinati: "Riapriamo i teatri, l'arte come l'eros"
di Stefania Cigarini

Roma, lo storico dell'arte Claudio Strinati: "Riapriamo i teatri, l'arte come l'eros"

Claudio Strinati, già soprintendente per il Polo museale romano (1991- 2009), storico dell’arte e divulgatore tv, è oggi direttore scientifico della Fondazione mecenate Sorgente Group.

Cosa pensa della riapertura dei musei sia pure senza weekend?
«Tutto il bene possibile, anche da un punto di vista pratico. L’arte è nel Dna di tutti gli italiani, colti o meno colti, per noi è come l’aria. A questo lato pratico corrisponde un lato simbolico. La riapertura dei musei corrisponde alla vita della comunità che riprende».

 

Tra le riaperture, quella del Colosseo con la mostra "Pompei 79 d.C. Una storia romana"
«Il Colosseo non è locazione inedita alle grandi mostre, ma in questo caso si tratta di una ripartenza solenne, grandiosa, di particolare significato. Sono molto soddisfatto, dobbiamo ringraziare Alfonsina Russo che ha la direzione e gestione del parco archeologico del Colosseo e del Palatino. Una archeologa di grande valore e una dirigente Mibact particolarmente meritevole. Come mi piace ricordare Massimo Osanna, direttore generale dei Musei di Stato, dobbiamo molto alla sua capacità di promozione e organizzazione. Tutto lo staff del Ministero dei Beni culturali è da segnalare tra quelli che veramente funzionano in questo Paese. E durante l’emergenza pandemica hanno funzionato in senso ancora maggiore».

 

Il Mibact ha reagito alla pandemia con la fruizione on line
«È ottima, la utilizzo, la apprezzo, ma non può essere l’unica modalità, l’essere umano è strutturato su una serie di tipologie di fruizione. È un po’ come l’eros, i video possono aiutare, ma la maggior parte della popolazione non vorrebbe che fossero aboliti sistemi di fruizione tradizionali».

 

Riaprono i musei, ma non cinema e teatri
«Auspico vivamente che li riaprano, tra l’altro è più facile mettere in sicurezza spettatori di cinema e teatro che i fruitori di una mostra. La vita è fatta di socialità e di esercizio della cultura. Le due cose devono coincidere. Io vivo di arte, ogni tipo di arte, per professione e per passione. E alla mia età il tempo è prezioso. Ho molto sofferto le chiusure».

 

Alla Roma delle istituzioni culturali corrisponde la Roma del mecenatismo
«La pandemia ha certamente indebolito il settore, ma confermo la forte presenza di fondazioni che, come Sorgente, Terzo Pilastro, Roma, Memmo, Giuliani e altre, hanno incrementato attività museali e restauri. È un capitolo delle attività culturali del nostro Paese non trascurabile che potrà avere sviluppi interessanti».

 

Con il supporto dell’Art Bonus
«Un buon passo avanti introdotto dall’allora Ministro Franceschini, ma la nostra tradizione non può ancora paragonarsi, anche per stretti motivi fiscali, a quella statunitense».

 

Un pensiero immediato?
«All’avvocato Roberto Memmo fautore, agli inizi degli anni Novanta dell’omonima fondazione. È scomparso a fine gennaio alla soglia dei cent’anni e proprio ieri ho ricevuto una graditissima mail dove mi si comunica la riapertura della Fondazione con una esposizione di arte contemporanea. Ho avuto un moto di tenerezza, l’avvocato non c’è più, ma la sua Fondazione riprende l’attività e riprende bene». 

 

Il prossimo futuro?
«La pandemia non è finita, ma ho un senso di grande fiducia, se non di entusiasmo. Quello che contano sono i grandi segni della vita e le riaperture dei musei ne fanno parte».


Ultimo aggiornamento: Martedì 9 Febbraio 2021, 21:06
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