Scuole, il contest di "Roma, puoi dirlo forte". Tobia Zevi: «Così sosterremo studenti e insegnanti»
di Loreno Loiacono

Scuole, il contest di "Roma, puoi dirlo forte". Tobia Zevi: «Così sosterremo studenti e insegnanti»

Tobia Zevi, presidente dell’Osservatorio “Roma! Puoi dirlo forte”, il contest a chi è rivolto?
«A chiunque abbia voglia di dire la sua: da un lato ci rivolgiamo agli imprenditori, che sentono il bisogno di contribuire a sostenere la scuola, dall’altro agli studenti, alle loro famiglie e ai docenti che vogliono cambiare le cose, per migliorale, partendo dalla loro quotidianità. L’idea è di costruire un protagonismo dal basso».

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Come nasce l’idea di sostenere nuovi progetti per le scuole di Roma?
«Tutto parte da uno studio portato avanti dall’istituto Piepoli e dall’Osservatorio, da cui è emerso un ritratto in chiaro scuro della scuola che comunque, per i romani, resta sempre un’istituzione fondamentale. Viene riconosciuto infatti alla scuola un ruolo importantissimo nella formazione dei ragazzi».

Che cosa vorrebbero gli studenti?
«Direi che, in un certo senso, le famiglie e gli studenti vorrebbero più servizi, più scuola».

In che senso?
«I ragazzi e i loro genitori, ad esempio, lamentano la fatiscenza e la mancata manutenzione delle strutture scolastiche ma allo stesso tempo vorrebbero che gli istituti rimanessero aperti più a lungo, anche il pomeriggio per corsi ad hoc e nel periodo estivo per andare incontro alle famiglie. Dal report emerge anche la necessità di un maggior numero di ore di inglese o di informatica».

Sarebbe importante quindi aumentare i progetti nelle scuole?
«Ne sono convinto, aiuterebbe la scuola ad eliminare le differenze: basti pensare che il reddito medio lordo di una famiglia del II municipio è di 44mila euro, nel VI municipio è di 22mila euro. Le differenze a Roma ci sono, eccome. Basta spostarsi da un quartiere all’altro e la scuola può intervenire nel modo giusto».
 
Mercoledì 9 Ottobre 2019, 08:55
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