Roma, occhio al verde: gli alberi osservati speciali dal team Comune, ministeri e botanici
di Paola Lo Mele

Roma, occhio al verde: gli alberi osservati speciali dal team Comune, ministeri e botanici

Un tavolo tra Campidoglio, ministeri interessati e università italiane per predisporre un piano per gli alberi di Roma. Un programma ben definito per abbattere quelli a rischio crollo e poi poter ripiantare altri esemplari giovani al loro posto. È l’idea lanciata ieri dalla sindaca di Roma, ospite di RadioSei. In una lunga intervista all’emittente radiofonica in cui ha spaziato dal progetto di uno stadio per la SS Lazio al problema delle buche nella Città Eterna, la prima cittadina ha illustrato le sue intenzioni per la manutenzione del verde. 
«All’interno di un panorama cittadino, la natura deve essere molto protetta e curata bene, per tanti anni non lo si è fatto. Io questa mattina ho inviato una lettera ad alcuni ministeri e università per aprire un tavolo inter-istituzionale che studi il paesaggio verde», ha annunciato. Il problema è che «molti» di questi esemplari «hanno cento anni e in un ambiente cittadino non ce la fanno, diventano pericolanti».
Con l’appalto di manutenzione e sorveglianza del settore avviato dal Comune, sono stati monitorati da periti-agronomi circa 77 mila alberi su 330 mila presenti in città. E sulla base delle schede tecniche elaborate, secondo quanto ha spiegato la sindaca, sono iniziati gli abbattimenti: fino ad ora ce ne sono stati oltre duemila. 
Per Raggi «non bisogna perdere di vista la sicurezza, perché un albero si può ripiantare, una vita no». Di qui, la necessità di un tavolo di esperti che avvii un «piano coerente di abbattimenti mirati (quando un albero arriva a fine vita o è malato) e ripiantumazioni condiviso da tutti» gli organi competenti. L’appello, dunque, è per «le migliori competenze italiane»: si mettano a servizio di Roma. «Come accade in tante Capitali internazionali (che hanno un patrimonio arboreo molto inferiori al nostro) esistono gli abbattimenti programmati ogni trenta-quaranta anni, bisogna farlo anche a Roma. Non sono io a determinare la frequenza, sono il “meno tecnico”, però il credo che il lavoro di questo tavolo possa tutelare il paesaggio e la bellezza di Roma ma anche la sicurezza dei cittadini», le parole della sindaca.
Ultimo aggiornamento: 09:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA