Roma, incendio doloso all'Istituto Superiore di Sanità: il portone dato alle fiamme

Roma, incendio doloso all'Istituto Superiore di Sanità: il portone dato alle fiamme FOTO

di Enrico Chillè

Incendio doloso all’Istituto Superiore di Sanità a Roma: intorno alle 20 di domenica sera, del liquido infiammabile è stato versato sul portone d’ingresso, a cui poi è stato dato fuoco. È accaduto al civico 299 di viale Regina Elena, a pochi passi dal Policlinico Umberto I. Gli autori del gesto sono immediatamente fuggiti, mentre sul posto sono arrivati poco dopo i carabinieri, che hanno spento le fiamme e limitato i danni grazie all’estintore presente sull’auto di servizio.

 

Leggi anche > Coronavirus nel Lazio, il bollettino di oggi 14 marzo: 1.812 casi positivi, 10 decessi e 720 guariti

Sul posto, dopo lo spegnimento dell’incendio, sono stati realizzati i primi rilievi dai carabinieri del Nucleo Investigativo della Capitale. Le indagini sono state subito avviate, ma al momento, come spiegato anche dagli investigatori, non ci sarebbero delle ipotesi principali. Potrebbe infatti essersi trattato del gesto di un folle o di un mitomane, ma non è da scartare nemmeno l’ipotesi di una sorta di spedizione punitiva nei confronti dell’Iss, che da molti negazionisti è considerato uno degli artefici e dei responsabili delle ultime restrizioni imposte dalla pandemia e dall’aumento dei contagi a causa della variante inglese, ormai dominante in tutta Italia. Quest’ultima ipotesi potrebbe prendere sempre più corpo proprio per il momento in cui è avvenuto l’attacco all’Iss, poche ore prima dell’inizio della zona rossa a Roma e nel Lazio.

L’Istituto Superiore di Sanità, fondato nel 1934, dall’inizio dell’emergenza coronavirus è il principale responsabile del monitoraggio dei dati del contagio, che vengono analizzati, elaborati ed inviati al Governo. Sulla base dei dati e sulla valutazione del rischio epidemiologico forniti dall’Iss, il Ministero della Salute emette poi le varie ordinanze con le nuove misure per fronteggiare l’emergenza.

Speranza: «Attacco inaccettabile, il nemico è il virus»

Roberto Speranza, ministro della Salute, ha commentato sui social l'attacco intimidatorio alla sede dell'Iss: «Sono inaccettabili gli atti intimidatori contro l'Istituto Superiore di Sanità. A Silvio Brusaferro e a tutte le donne e gli uomini dell'ISS va il mio pieno sostegno e la gratitudine per il lavoro straordinario fatto ogni giorno al servizio del Paese. Il nemico è il virus. Non chi si impegna per combatterlo».

Gelmini: «Solidarietà a chi cerca di condurre l'Italia fuori dalla pandemia»

Anche Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali, ha condannato il gesto di chi ha tentato di dare fuoco al portone d'ingresso dell'Iss: «Solidarietà alle donne e agli uomini dell'Istituto Superiore di Sanità, e al suo presidente Silvio Brusaferro. Siamo certi che le intimidazioni non fermeranno in alcun modo il prezioso lavoro di una struttura che quotidianamente si adopera per condurre il Paese fuori dalla pandemia».

L'Iss: «Continueremo a lavorare per superare la pandemia»

Poco dopo l'attacco alla sede dell'Iss, è arrivata anche una dichiarazione del presidente, Silvio Brusaferro, e del direttore generale Andrea Piccioli: «L'Istituto, fin dall'inizio della pandemia, lavora incessantemente per dare il massimo sostegno scientifico alla gestione dell'emergenza nell'unico interesse di tutelare la salute di tutti i cittadini e delle nostre comunità. Continueremo perciò a servire il nostro Paese per superare insieme questa pandemia».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 15 Marzo 2021, 09:37
© RIPRODUZIONE RISERVATA