Roma, escalation di furti nelle chiese: dai quadri alle statue fino al tabernacolo
di Chiara Jommi Selleri

Roma, escalation di furti nelle chiese: dai quadri alle statue fino al tabernacolo

Non è di certo la prima volta che nella Capitale si mette a segno un furto in una chiesa, approfittando della distrazione di parroci e sorveglianti. Dai soldi delle offerte fino ai dipinti sacri, per arrivare a portarsi via l’intero tabernacolo dell’altare. Roma è tra le città più prese d’assalto in questo senso e negli ultimi mesi c’è stato un escalation di episodi. L’ultimo, avvenuto a ottobre nella chiesa di Santa Maria in Traspontina, a pochi passi da piazza San Pietro, ha visto in azione una banda di integralisti cattolici che si è portata via tre statuette amazzoniche in legno e le ha poi gettate nel Tevere.

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Alla base del gesto la non condivisione del fatto che dei simboli pagani fossero stati esposti nella “casa di Dio”. Solo pochi giorni prima, nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia, un 46enne aveva approfittato della distrazione del sacerdote per agguantare il tabernacolo dell’altare. E poi, immancabili, i tentativi di furto delle offerte. Uno dei più rocamboleschi si è consumato a settembre nella chiesa di San Salvatore alle Coppelle, dove una donna di 31 anni munita di metro metallico e nastro adesivo, si divertiva a pescare monete dalla cassetta delle offerte. 
Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Febbraio 2020, 07:00
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