Emergenza abitativa a Roma: 33 case pronte ma mai assegnate. Bordoni (FI): «Un incredibile spreco di risorse»
di Lorena Loiacono

Roma, emergenza abitativa: 33 case pronte ma mai assegnate. Bordoni (FI): «Un incredibile spreco di risorse»

Trentatré case nuove di zecca, pronte per essere assegnate ma che invece restano vuote in attesa che la lenta burocrazia faccia il suo corso. In una città come Roma, dove l’emergenza abitativa secondo i dati Acer riguarda 57mila famiglie e circa 200mila persone, accade che ci siano decine di case di nuova costruzione, destinate alla gestione del Campidoglio, vuote da mesi e quindi a rischio di occupazione e atti vandalici.

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Si tratta di 33 appartamenti in zona Ponte di Nona: nel mese di luglio tramite una convenzione urbanistica con la Lapis Oniyx sino stati trasferiti di proprietà al Campidoglio per essere destinati all’emergenza abitativa. Ma sembra che quest’ultimo passaggio a nessuno interessi. Non sono stati ancora assegnati a nessuno e rischiano di finire nella rete delle occupazioni abusive o dei raid vandalici con cui, come spesso accade alle nuove costruzioni, vengono portati via finestre, sanitari, porte e infissi. Lasciando vuote si rischia infatti di farle diventare prede di scorribande, privando così del diritto alla casa 33 famiglie in regola con i permessi e il punteggio in graduatoria.

A denunciare il caso è Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia al Comune di Roma, che con una lettera indirizzata alla sindaca Raggi e ai due assessori capitolini, all’urbanistica Montuori e al patrimonio Castiglione, chiede che il Comune prenda in carico i 33 appartamenti quanto prima «per porre rimedio a questo inspiegabile spreco di risorse - denuncia Bordoni - ci sono 33 case pronte, di nuova costruzione, inutilizzate nonostante ci sia una convenzione urbanistica firmata nel mese di luglio scorso. Potremmo aiutare almeno 33 famiglie, delle migliaia in difficoltà. E’ assurdo questa fase di stallo burocratico in una città come Roma dove l’emergenza abitativa è uno dei problemi più gravi». Non solo, essendo passate di proprietà, queste abitazioni stanno accumulando spese per i condomini e le utenze: si tratta di impegni economici di cui nessuno si sta facendo carico. E rischiano di finire sulle spalle dei condomini già presenti o che arriveranno.
Giovedì 19 Settembre 2019, 05:00
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