Coronavirus, gli scambisti del locale a luci rosse chiuso: «Come facciamo a distanziarci?»

Coronavirus, gli scambisti del locale a luci rosse chiuso: «Come facciamo a distanziarci?»

Nel corso dei controlli dello scorso week-end nelle zone della movida a Roma, i vigili urbani della Capitale hanno disposto la chiusura anche di un locale a luci rosse a Testaccio. Il motivo è semplice: mancato rispetto delle misure contro la diffusione del coronavirus. Il blitz della Polizia Locale di Roma Capitale, tuttavia, ha lasciato alquanto perplessi i circa 60 clienti presenti nel locale, tutti identificati.

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«Come facciamo a distanziarci?», si sono chiesti alcuni clienti, impegnati nello scambio di coppie all'interno del locale a luci rosse. Come riporta anche l'edizione romana del Corriere della Sera, nel locale c'è un tariffario per poter entrare: 100 euro più consumazione per uomini soli, 40 euro per le coppie (con due consumazioni) e 10 euro per donne non accompagnate. Senza contare gli extra relativi all'uso della piscina con idromassaggio e per la vetrata da cui è possibile assistere agli incontri sessuali.

Le irregolarità, però, sono state riscontrate in altri casi: somministrazione di alcolici non autorizzata e balli in pista, tutto in barba alle norme anti-contagio. Il locale, molto noto tra gli scambisti, aveva pubblicizzato sui social la serata di sabato scorso, ma quei post erano finiti sotto gli occhi dei vigili urbani di Roma. Durante il blitz è emerso ciò che gli agenti si aspettavano: gli incontri a luci rosse tra scambisti, di fatto, erano diventati veri e propri assembramenti. Anche per questo motivo, oltre alle altre violazioni, il locale era stato chiuso per tre giorni.
Ultimo aggiornamento: Martedì 1 Settembre 2020, 20:39
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