Roma, cinghiali rinchiusi in un parco giochi in attesa di esser anestetizzati e uccisi. Protesta di animalisti e veterinari: «Come potete farlo di fronte ai bambini?»

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di Nico Riva

«I bambini sono inorriditi da quello che sta succedendo. Gli hanno dato da mangiare poco fa» denuncia a Leggo Paola Samaritani, animalista dell'associazione Animal Save Italia. «Come veterinario sono addolorato. Quest'amministrazione prima ha preso i voti degli animalisti, e ora prende queste decisioni», ci racconta Federico Coccia al telefono.

 

Una protesta è in corso a Roma, dove una mansueta famiglia di cinghiali (una mamma e i suoi cinque cuccioli) è rinchiusa in un parco giochi per bambini da oltre 24 ore. Secondo quanto raccontato dai presenti, le amministrazioni comunale e regionale avrebbero di comune accordo preso la decisione di abbattere gli animali, scatenando le ire di almeno un centinaio di animalisti e residenti della zona, che sono scesi per strada con la speranza di impedire questa inutile morte.

 

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La famigliola di cinghiali, composta da mamma e cuccioli, si trova da ieri, giovedì 15 ottobre, al Giardino Mario Moderni in via della Cava Aurelia, zona Gregorio VII. «Sono corso subito appena ho saputo che il Comune e la Regione avevano deciso di narcotizzarli e portarli all'inceneritore perché non ci son i soldi per spostarli. Penso sia una cosa allucinante», spiega a Leggo il veterinario Federico Coccia. «Non si sa chi abbia chiuso i cinghiali all'interno del parco giochi. Non possono rimanere qui senza cibo. Hanno bisogno di mangiare», aggiunge il veterinario, mentre in sottofondo si sentono i cori dei presenti, che gridano «Libertà! Libertà!»

 

Almeno un centinaio di persone si sono radunate infatti per protestare intorno al Giardino recintato e presidiato da numerosi agenti della polizia. «Narcotizzare questi cinghiali sul posto per poi ucciderli. In un parco giochi per bambini. Bambini che gli hanno dato mezz'ora fa da mangiare e non capiscono come il Comune, la sindaca, abbiano potuto dare quest'ordine», ci spiega Paola Samaritani, con la voce spezzata dal dolore e dalla rabbia verso questa insensata crudeltà. 

 

«Abbiamo provato a instaurare un tavolo con le istituzioni questa mattina, per trovare una soluzione alternativa a quella dello sterminio. Avevamo trovato un posto dove poter mettere questi animali in sicurezza e permettere loro di vivere, ma come al solito abbiamo parlato contro un muro», denunciano su Facebook le attiviste dell'associazione Animal Save Italia. 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 16 Ottobre 2020, 22:08
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