Roma, le inutili promesse del Campidoglio: ecco il Parking Cornelia abbandonato al degrado
di Valentina Conti

Roma, le inutili promesse del Campidoglio: ecco il Parking Cornelia abbandonato al degrado

Uno spreco di denaro pubblico che si aggira sui 50 milioni di euro. Cumuli di rifiuti che formano rivoli che si estendono fino all’interno della struttura. Cartoni, pezzi di gomma, persino ombrelli sconquassati, materiali accatastati sui bordi, “sorvegliati” a vista dalla videocamera mai funzionante impolverata. Sporgendosi dalla ringhiera si nota ancora di tutto di più, mentre davanti al cancello arrugginito va in scena la sosta selvaggia delle auto. E poi bottiglie di birra in fila sul muretto esterno, le pareti deturpate dai writers. 


è sempre chiuso, in preda all’incuria dilagante, il parking Cornelia di piazza Giureconsulti, opera fantasma della Capitale. Il più grande parcheggio automatizzato d’Europa sorge di fronte all’omonima fermata della linea A della metro, in una zona dove è quasi impossibile trovare spazi alternativi per la sosta. Costruzione in cemento realizzata agli inizi del Duemila, costata all’Erario ben 35 milioni di euro (cifra, nei fatti, lievitata), che avrebbe dovuto contenere 650 autovetture, dotata di meccanismi idraulici all’avanguardia. 


Eppure, secondo il Dipartimento capitolino alla Mobilità, doveva essere riqualificato grazie a “un bando per i lavori”. 
Entro pochi mesi. «Dopodiché ci si occuperà della gestione», avevano riferito gli uffici a fine dello scorso anno. E invece è arrivato pure il Covid a mettersi di traverso. E l’opera invece è rimasta così, indecorosa.
La storia è nota: il parcheggio è stato attivo solo per un breve periodo a causa di problemi vari, tra bandi andati deserti e soluzioni alternative non decollate. Inutili finanche i tentativi che hanno puntato a trasformarlo in parcheggio classico, inutili le interrogazioni e le prese di posizioni da più parti.
Sette piani interrati sbarrati, tramutati perfino in dormitorio di fortuna. Secondo quanto si è appreso, nelle intenzioni del Comune di Roma ci sarebbe la volontà di proseguire sul percorso logistico dell’affidamento dell’opera all’Atac, come tra l’altro ipotizzato alcuni anni fa. Ma oggi più che mai impressiona lo scenario di degrado assoluto che si scorge al di là di sbarre e lucchetti. Un abbandono che irrita non poco residenti e commercianti della zona. «Vogliamo la riapertura anche parziale, con gestione Atac, come parcheggio di scambio», esorta il Comitato del XIII Municipio. Un intero quadrante attende risposte, da troppo tempo.
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 16 Ottobre 2020, 08:00
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