Ottavia, branco di cinghiali sbrana un cagnolino: è allarme

di Sofia Unica
Una situazione preoccupante. In particolare nella zona di Roma nord. Branchi di cinghiali famelici attaccano persone e cani da compagnia. La città con le strade deserte, gli avanzi di cibo che scarseggiano davanti ai cassonetti, li spingono sempre di più a ridosso delle abitazioni e nei luoghi dove giocano i bambini. Nei giorni scorsi uno Yorkshire di 3 anni è stato brutalmente attaccato e sbranato da una scrofa e da altri componenti del branco in via delle Benedettine nel quartiere Ottavia.
Il piccolo animale da compagnia è stato salvato grazie alla padrona e ad alcuni vicini che sono riuscii a far scappare gli ungulati ed a portare di corsa il cagnolino di nome Chicco in una clinica veterinaria, dove i medici sono riusciti a rianimarlo ed a suturare le ferite profonde provocate dalle zanne affilate come rasoi. «Era buio sono usciti dalla vegetazione e lo hanno azzannato. È stato terribile - racconta la padrona del cane a Leggo - siamo riusciti a salvarlo per miracolo. Avevo appena aperto il cancello per portare il mio cane a fare i bisogni in un pezzo di terra davanti casa. Dalle frasche ho visto delle ombre e le foglie che si muovevano. Erano il gruppo, saranno stati quattro o cinque. Lo hanno caricato ed attaccato in pochi secondi nonostante Chicco è un cane di piccola taglia. Grazie al vicinato - continua in lacrime la donna - che sono scesi in strada quando mi hanno sentita urlare lo abbiamo raccolto. Era tutto sanguinante. Per fortuna il veterinario è riuscito a curarlo in tempo. Sono anni che denunciamo il pericolo dei cinghiali che risalgono dalla riserva della marcigliana ed entrano anche nei giardini dove giocano i bambini che potrebbero essere una preda facile».
La proprietaria dell'animale da compagnia è intenzionata a sporgere denuncia per l'accaduto. «Denunceremo il grave episodio - ha commentato l'avvocato Giacomo Marini, legale della padrona del cane vittima dell'aggressione - per richiedere anche a chi è responsabile, comune di Roma o ente parco il risarcimento. Al posto del cagnolino ci sarebbe potuto essere anche un bambino, che di sicuro non sarebbe stato risparmiato dalla ferocia del branco».
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Ultimo aggiornamento: Sabato 28 Marzo 2020, 15:05
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