Il Comune spinge per il bando delle spiagge. I gestori: «Dopo il coronavirus è un suicidio»
di Lorena Loiacono

Il Comune spinge per il bando delle spiagge. I gestori: «Dopo il coronavirus è un suicidio»

Lorena Loiacono
Mentre Roma soffre l'emergenza da Covid-19, sul litorale si accelera per approvare il nuovo Pua: il tanto atteso piano di utilizzazione dell'arenile. Ma per molti non è questo il momento: «Non serve approvare un documento frettoloso - tuona l'opposizione in Campidoglio - serve invece un vero piano di rilancio per Ostia». Venerdì scorso il Pua è stato approvato in commissione commercio e quindi, in un momento di emergenza in cui tutti i lavori vengono rimandati, quella discussione è stata giudicata indifferibile.
Un'inaspettata accelerata che ha messo in agitazione anche gli addetti ai lavori, i balneari che lavorano con le loro imprese sulle spiagge, che si sono sentiti esclusi da qualsiasi progetto: «Non siamo stati coinvolti - denuncia l'avvocato Andrea Defonte, presidente del Comitato balneari Ostia - e in un momento tanto critico in cui viviamo una forte incertezza per il futuro: l'applicazione delle necessarie misure di restrizione per l'emergenza sanitaria, infatti, andrà a incidere negativamente anche sulla pianificazione di una stagione balneare che ad oggi non sappiamo se e quando partirà. Ci siamo resi disponibili dall'inizio a fornire alla stesura del Pua il nostro contributo, di conoscenza ed esperienza, alle istituzioni su un tema così importante per la città e per le stesse imprese che esso rappresenta, stigmatizziamo quindi le modalità e le tempistiche attraverso le quali il Comune di Roma sta portando avanti un procedimento da noi ritenuto importante per il territorio. Al momento opportuno presenteremo le nostre osservazioni». I balneari sono inoltre in attesa della delibera che prolunghera' le concessioni: «Resta infatti strettamente collegata a questa vicenda - continua Defonte - l'applicazione della legge 145 del 2018 per la quale stiamo aspettando il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri con le direttive necessarie: prevede l'estensione per 15 anni delle concessioni fino al 2033».
La battaglia va avanti anche in consiglio comunale: «Nel Pua non c'è nessun rilancio per Ostia - denuncia Giovanni Zannola, consigliere del Pd - non c'è alcuna visione prospettica. Vanno ascoltati i tanti imprenditori sani che lavorano sul territorio, gli urbanisti e anche l'università del mare. Pensiamo ad un vero progetto di rilancio, un progetto ambizioso per il mare di Roma come lo storico stabilimento Roma, i luoghi pedonali e nuovi alberghi che a Ostia praticamente non ci sono. Se l'obiettivo è quello di combattere la malavita abbiamo tanti strumenti per farlo, il Pua deve rilanciare Ostia». Insorge anche Fratelli d'Italia: «Il Pua è stato due anni nel cassetto e adesso si spinge sull'acceleratore in piena emergenza - sottolineano De Priamo e Masi - daremo battaglia anche per questo sgarbo quando il documento arriverà in assemblea».
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Marzo 2020, 09:36
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