Roma, l'assessore De Santis contro Calenda candidato sindaco: «Narcisista traditore che si crede migliore di tutti»

Roma, l'assessore De Santis contro Calenda candidato sindaco: «Narcisista traditore che si crede migliore di tutti»

A pochi minuti dall'annuncio della candidatura di Carlo Calenda a sindaco di Roma, arriva un post al vetriolo di un avversario. Si tratta di Antonio De Santis, assessore capitolino M5S alle Risorse Umane e al Personale, che non riserva parole di apprezzamento nei confronti del leader di Azione.

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«Carlo Calenda ha annunciato che si candiderà a sindaco di Roma. Con chi, come e perché non è importante. Lui viene prima di tutto e tutti, sempre, è la sua storia a dimostrarlo. Un romanzo di tradimenti, voltafaccia, giravolte spericolate e acrobazie brutali. Per lui l'amico fidato di oggi è l'acerrimo nemico di domani» - scrive Antonio De Santis - «Non è un caso che la sua candidatura abbia innescato una disperata psicanalisi all'interno del Pd.
Calenda poco più di un anno fa fu eletto al Parlamento europeo nel Pd, salvo poi abbandonarlo pochi minuti dopo e iniziare a sbeffeggiarlo ogni giorno. Un tradimento clamoroso, ma non pago di tutto ciò oggi Calenda pretende l'appoggio incondizionato proprio del Pd, senza sottoporsi alle primarie».

L'assessore M5S di Roma passa poi a delineare il suo ritratto di Carlo Calenda: «Lui è il candidato nettamente migliore: una patente di superiorità che si è assegnato da solo, come sempre accade. Calenda è il migliore, perché lo afferma Calenda. Siamo dinanzi a un complesso e contorto caso di narcisismo, che però rivela un'enorme fragilità di fondo. Calenda è quello che twitta le foto piene di libri, spiegando che sta studiando in modo "matto e disperatissimo". Ha bisogno di dimostrare, sempre e comunque, di essere migliore del prossimo. Da che mondo è mondo, nessuna persona preparata ha bisogno di comunicare ogni libro che si appresta a leggere. Chi lo fa, in genere, poi il libro a stento lo apre».

Antonio De Santis parla poi dell'utilizzo dei social di Calenda: «Compulsivo, morboso e inarrestabile, che serve a celare l'assenza di spessore politico. Viene rappresentato come competente grazie ai suoi moltemplici appoggi nei salotti e in alcuni colossi editoriali. Per chi non si fa abbagliare da questa confezione studiata ad arte, i nodi vengono presto al pettine. Invettive e accuse contro qualcuno sono il suo unico ingrediente quotidiano. Protesta oggi per non proporre in prospettiva. Mai un'analisi, un disegno strategico, una visione d'insieme, una discussione sui contenuti. Soltanto la convinzione che con Calenda tutto sarà migliore, mentre senza Calenda il baratro è inevitabile». L'assessore parla anche della prossima campagna elettorale: «Sarà divertente per la dialettica, lo sarà un po' meno per i cittadini, che vorrebbero sentir parlare della città più che assistere alla sfilata per il primo della classe. Ma, intanto, godiamoci lo spettacolo».



 


Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Ottobre 2020, 22:27
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