Roma, allarme in rosa: aumentate dell'89% le violenze domestiche

Roma, allarme in rosa: aumentate dell'89% le violenze domestiche

Troppi rischi per le donne fra le mura domestiche in quarantena. Un’emergenza nell’emergenza. È un quadro a tinte fosche quello tratteggiato dalle ultime rilevazioni in tema violenza sul gentil sesso a Roma e nel Lazio. Nonostante, infatti, un primo apparente calo delle chiamate ai centri antiviolenza della Capitale, da marzo 2019 a marzo dell’anno in corso si è registrato un aumento dell’89% delle vittime prese in carico dal Comune di Roma. 
Il dato è emerso nell’ultima seduta della Commissione capitolina alle Pari opportunità. Lo scorso marzo sono state 59, contro le 88 di gennaio (-33%). Tuttavia, anche in questa fase, il numero complessivo delle donne seguite è continuato a salire: a gennaio sono state 505 e a marzo 556 (+10%). Nel marzo 2019 erano seguite 294 donne. Numeri che fanno il paio con l’andamento segnalato sull’intero territorio laziale. «Dopo i primi giorni in cui c’è stato un calo di telefonate ai nostri centri antiviolenza, si è tornati ad avere i numeri di apertura. Ogni settimana su ognuno di essi (dei due presenti nel Lazio, ndr) ci contattano dalle 5 alle 10 donne per chiedere informazioni o un confronto», spiega Francesca Innocenti, DI.Re. «Parliamo di circa 20 nuovi accessi a centro. Si tratta perlopiù di conviventi o ex partner, anche separati in casa. Sono aumentate le violenze psicologiche (l’80% dei casi) pure verbali e quelle fisiche. Cosa può fare una donna dinanzi a una violenza perpetrata in casa? Rivolgersi al centro violenza più vicino o chiamare gratuitamente l’1522, il Numero Anti Violenza e Stalking». 
«I centri sono presidi di aiuto – ricorda Innocenti – e sono sempre rimasti aperti in emergenza Covid».


Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Aprile 2020, 09:37
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