Violentata dal papà a 13 anni: «Si è infilato nel mio letto». Il racconto choc in un tema a scuola

La ragazzina ha raccontato tutto in un tema scolastico. L'uomo è stato condannato a 5 anni, ma nega tutto

Violentata dal papà a 13 anni: «Si è infilato nel mio letto». Il racconto choc in un tema a scuola

di Redazione Web

Quello del papà orco 33enne romano che violentava la figlioletta di nemmeno due anni e postava i video sui canali dei pedofili, non è l'unico terribile caso di abusi sessuali in famiglia in questi giorni. Sempre da Roma arriva un'altra vicenda altrettanto orribile: stavolta la vittima è una ragazzina di 13 anni, che ha trovato il coraggio di andare a denunciare le violenze subite dal papà.

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La storia risale al dicembre del 2019, mentre la denuncia della 13enne è arrivata tre mesi dopo e in un modo inaspettato: in un tema scolastico. «Quella notte era strana, io sentivo e vedevo tutto e solo al pensarci mi viene da dire: ma era veramente mio padre?», scriveva la ragazzina, racconta oggi il quotidiano Il Messaggero. L'uomo era entrato nella sua stanza credendo che stesse dormendo, per abusare di lei: lei invece era sveglia, ma non riuscì a reagire. Ora il papà orco è stato condannato a cinque anni di carcere per violenza sessuale aggravata, e dovrà anche pagare un risarcimento danni di 20mila euro.

Gli abusi a dicembre 2019

La ricostruzione della storia è terrificante: il 27 dicembre del 2019 la ragazzina chiede di andare a dormire dalla nonna, perché non vuole stare in casa col padre. Lo fa a tarda notte, e la mamma si insospettisce: «Io le ho solo abbassato la maglietta del pigiama, ansimava e l’ho dovuta coprire», è la claudicante spiegazione del marito. Qualche mese dopo però, è alla nonna che racconta tutta la storia: mentre dormiva (o meglio, mentre lui pensava che lei dormisse), il papà le aveva preso il braccio e lo aveva portato verso le sue parti intime.

E poi quel tema: «Ho toccato con il mignolo le sue parti intime, ho temuto che potesse succedere altro. Sono stata ferma, non mi sono mossa, per fingere di dormire – scriveva - aveva la mano sopra la mia e mi faceva il gesto, mi sono voltata dall’altra parte e lui ha capito che ero sveglia ed è andato via». E ancora: «Quando litigano e lui vuole picchiarla ci sono sempre di mezzo io, mi prendo le botte per loro, ma non importa, preferisco fare da scudo a mamma perché lui, una volta, mi ha detto che l’avrebbe uccisa». L'uomo, dal canto suo, nega tutto: «È un gesto che non si può neanche pensare», ha detto al suo avvocato. Ma la sua difesa non è bastata a evitargli una condanna.

Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Ottobre 2022, 15:11
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