Roma, inizia l'era Gualtieri: una nuova generazione in campo per il centrosinistra. Polemiche per l'accordo M5S-centrodestra
di Marco Esposito

Roma, inizia l'era Gualtieri: una nuova generazione in campo per il centrosinistra. Polemiche per l'accordo M5S-centrodestra

Al via la nuova consiliatura, polemiche per l'accordo tra i cinquestelle e il centrodestra per le cariche che spettano alle opposizioni. Caustico Calenda: "Ma non erano il punto di riferimento dei progressisti?"

Virginia Raggi arriva in Campidoglio col capo chino, sguardo fisso sul cellulare, passando in mezzo ad alcuni giornalisti che, a differenza di qualche settimana fa, non scattano ad inseguirla con telecamere e microfoni. Inizia così il primo giorno di scuola della consiliatura nell'Aula Giulio Cesare: nuovo sindaco, nuova giunta, moltissimi consiglieri nuovi, alcuni giovanissimi. 

 

 

IL GRANDE ASSENTE - Tutti presenti i consiglieri, ognuno al proprio posto. Suona l'inno nazionale, tutti in piedi. A presiedere l'aula è Valerio Casini, consigliere "anziano" eletto nella lista Calenda. Ma il grande assente è ovviamente Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma per il centro destra giunto al ballottaggio che, prima ancora della prima seduta d'Aula, ha annunciato le proprie dimissioni. Il "tribuno delle Radio", ovviamente, non si vede, ma in aula al suo posto c'è Federico Rocca, di FdI, che - con il voto dell'Aula - ha preso ufficialmente il suo posto. 

 

Fabrizio Santori, membro di spicco della Lega a Roma, ed eletto proprio nella prima seduta segretario d'aula, si dice deluso dalla scelta di Michetti: «Mi dispiace non vederlo qui, perché è una persona di spessore, noi della Lega lo abbiamo sostenuto con convinzione. Candidato sbagliato? Sicuramente presentato in ritardo, e questo ha comportato anche alcuni errori di comunicazione e non solo, dovuti proprio alla fretta. Secondo me sarebbe stato un ottimo sindaco, ma non si è rivelato un ottimo candidato». 

 

 

L'ACCORDO DESTRA M5S - La polemica di giornata riguarda però l'accordo tra M5S e il centrodestra per la vicepresidenza d'Aula - una delle quali spetta all'opposizione -, e per la presidenza della commissione trasparenza. Sostenendosi vicendevolmente, i due schieramenti hanno di fatto tagliato fuori Calenda e la sua lista, che rimane così a bocca asciutta. Una decisione che Linda Meleo, capogruppo dei Cinquestelle,  difende a spada tratta: «Sono cariche che spettano all'opposizione, purtroppo Calenda da quello che ho visto ha sostenuto Gualtieri in più interviste, quindi diciamo che far occupare un posto che spetta all'opposizione da chi nel corso del tempo ha detto che avrebbe votato Gualtieri sarebbe un controsenso. L'opposizione non può essere finta. Noi faremo un'opposizione severa, ma di merito e costruttiva».

 

CALENDA SHOW - Innegabile che uno dei consiglieri più attesi, in un Aula Giulio Cesare - stracolma di giornalisti - fosse Carlo Calenda. Il leader di Azione ha prima stuzzicato l'ex assessore al Personale della giunta Raggi, Antonio De Santis: «Mi dicono che sei bravo, che ci fai nei cinque stelle?», dice con tono scherzoso per poi concedersi ai giornalisti: «L'accordo cinquestelle-destra rappresenta un mondo rovesciato. Ma - come dice qualcuno - i cinquestelle sono un grande punto di riferimento dei progressisti, pur votando con Fratelli d'Italia. Ma le cose importanti sono altre: vedere cosa dice Gualtieri sul termovalorizzatore, cosa farà con Ama, come porterà avanti concretamente il piano di pulizia straordinaria». «L'accusa che io avrei appoggiato Gualtieri e che quindi per questo motivo i cinque stelle votano con la destra fa sorridere; è vero che la Raggi non ha appoggiato il sindaco, ma fa parte di un partito il cui leader - Conte - ha appoggiato Gualtieri». «La sindaca Raggi ? l'ho saluta, gli ho stretto la mano. La Giunta ? Già detto tutto, una spartizione tra correnti e liste; se non vogliamo parlare di Manuele Cencelli, parliamo di Manuale Bettini».

 

SANTORI CONTRO CALENDA -  Anche Santori difende l'accordo: «Sull'accordo tra centrodestra e M5S, ricorderei a Calenda che il giorno dopo le elezioni si era già esposto in favore di Gualtieri senza neanche confrontarsi con il centrodestra. Inoltre cambia sempre idea, appare un po' confuso, prima ha detto che avrebbe lasciato il suo seggio in Aula Giulio Cesare per far entrare la persona che ha scritto il programma, poi ha cambiato idea ed è qui con noi»

 

Santori, però, non può negare il risultato negativo della Lega a Roma: «Certamente non ci aspettavamo di prendere il 6%, avevamo una lista forte. C'è un problema nazionale, c'è stato un risultato deludente a Milano, dove si è preso meno del 10%; ha incis la politica nazionale.

 

LE ATTESE DEL CENTROSINISTRA - Nel centrosinistra c'è grande attesa per questa consiliatura: in molti sono convinti che nei prossimi cinque anni si giochi un pezzo importante del futuro di Roma, e del centrosinistra romano. Ne è convinto Giulio Pelonzi, ex capogruppo del Pd durante la scorsa consiliatura: «Roma ha un'occasione storica - spiega - possono arrivare alla Capitali investimenti importanti grazie al Giubileo, alla riforma di Roma Capitale e magari per Expo 2030; l'obiettivo deve essere quello di rendere più competitiva l'organizzazione della macchina amministrativa sia quella dei dipartimenti sia quelle delle aziende, il primo passo è strutturare la macchina del Campidoglio per renderla pronta a gestire questa grande occasione e queste risorse». «Da oggi è in campo una nuova generazione, questa è la dimostrazione che il Pd Roma ha avviato da tempo un rinnovamento che ha portato ad un ricambio, cosa che rende più sani i partiti».

 

 

Tra i presenti in Campidoglio non poteva mancare Andrea Casu, neodeputato, e segretario del Pd Roma, la cui felicità esplode da ogni angolo del viso: «Io conosco tutti questi ragazzi entrati in Campidoglio, di ognuno di loro posso testimoniare l'impegno sul territorio. Giunta troppo di sinistra? Non direi, parlerei una giunta larga, per esempio Tobia Zevi, con il suo percorso rappresenta anche quell'idea di Agorà che il Pd sta applicando». L'idea - ribadita a microfoni spenti anche da molte esponenti democratici e non - e la sfida di far "rinascere" la Capitale sarà anche la sfida di questa nuova generazione di amministratori.

 

 

I VOTI IN AULA -  Tutto come previsto, quindi, nei vari voti che si sono tenuti in Aula. Come largamente anticipato Svetlana Celli del Pd è stata eletta Presidente dell'Aula, vicepresidenti (uno in quota maggioranza, l'altro per le opposizioni) sono: Carmine Barbato della lista Civica Gualtieri e Paolo Ferrara del Movimento 5 stelle. I segretari d'Aula eletti sono: Claudia Pappatà del Pd e Fabrizio Santori della Lega.

Il sindaco Roberto Gualtieri, dopo aver giurato, ha tenuto il suo primo discorso in Consiglio, il sindaco lancia un appello a vaccinarsi «tutti», rivolge un saluto ai romani e ai giovani di seconda generazione (per cui auspica «pieni diritti») e a Papa Francesco. Ringrazia i sanitari che hanno aiutato la Capitale nella fase più emergenziale della pandemia e cita un suo illustro predecessore, Luigi Petroselli, con il discorso sui mali di Roma. «Sento il peso e la responsabilità di questo incarico», ammette il primo cittadino, che però guarda avanti: «Sono convinto e fiducioso che sapremo essere degni della > fiducia che i romani ci hanno accordato».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Novembre 2021, 11:30
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