Ostia, «protezione in cambio di 500mila euro»: imprenditore si ribella e fa catturare i suoi estorsori
di Emilio Orlando

Ostia, «protezione in cambio di 500mila euro»: imprenditore si ribella e fa catturare i suoi estorsori

Paga e lavorerai tranquillo. Cinquecentomila euro, in cinque rate, da corrispondere per garantire protezione, minacciando (in caso di mancato pagamento) atti intimidatori incendiari ai veicoli e vendette armate.
Questa la richiesta estorsiva a un imprenditore edile di Ostia che si era aggiudicato un appalto per la costruzione di un complesso residenziale.

 

In manette, con l'accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, sono finiti Roberto De Santis (noto negli ambienti criminali con il soprannome di Nasca) e Paolo Papagni, fratello dell'imprenditore Renato, per anni presidente dell' Assobalneari e titolare dello stabilimento le Dune. De Santis venne condannato in via definitiva per la gambizzazione del boss Vito Triassi, avvenuta nel 2007 a Casalpalocco.

 

Roberto De Santis

 

Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Ostia, coordinati dalla direzione distrettuale antimafia, sono partite dopo che era stato più volte minacciato di morte. In particolare il Nasca, vantandosi del suo passato e della sua pericolosità, intimoriva l'imprenditore definendosi «l'uomo degli equilibri» proprio nelle realtà mafiose del sud Italia. Se vuoi lavorare tranquillo, conviene che ci paghi: così i due malviventi insistevano nella loro richieste di denaro minacciando l'uomo che li ha denunciati.

 

Paolo Papagni

 

Durante l'indagine dei carabinieri, effettuata con intercettazioni telefoniche ed ambientali, sono emersi elementi che hanno portato il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare per De Santis e Papagni. Quest'ultimo, dopo un periodo in cui si era allontanato dal litorale per aprire una gelateria a Malta, era rientrato in Italia dopo la morte a Tenerife di Vito Triassi il boss originario di Palma di Montechiaro in provincia di Agrigento, legato alla cosca mafiosa dei Cuntrera-Caruana di Siculiana. Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia per i due indagati.


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Ultimo aggiornamento: Sabato 29 Gennaio 2022, 12:27
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