Omicidio Luca Sacchi, Del Grosso e Pirino inseguiti dalla polizia: il giallo della patente ritirata
di Emilio Orlando

Omicidio Luca Sacchi, Del Grosso e Pirino inseguiti dalla polizia: il giallo della patente ritirata

Mentre continua la caccia al finanziatore di Anastasiya emergono nuovi elementi nelle indagini sull’omicidio di Luca Sacchi. Dettagli che potrebbero riscrivere l’intera vicenda e mettere in dubbio alcune deposizioni della fidanzata di Valerio del Grosso. Una corsa a tutta velocità di due Smart guidate l’una da Valerio del Grosso e l’altra da Paolo Pirino, non era sfuggita, il giorno dopo la feroce esecuzione, alla polizia stradale. Le due macchine erano state bloccate il pomeriggio del 24 ottobre sulla corsia d’emergenza al chilometro del Grande Raccordo Anulare, mentre sfrecciavano in direzione Roma sud.

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Gli agenti della Polstrada, del tutto ignari che i due occupanti erano coinvolti nel fattaccio della sera prima, si erano limitati a sanzionare i due giovani ritirando loro la patente di guida. Entrambi i fermati sono in carcere con l’accusa di essere del Grosso l’esecutore materiale del delitto e Pirino suo complice. Quel pomeriggio, secondo gli inquirenti, i due stavano probabilmente trasportando qualcosa di scottante: il denaro o l’arma. Oppure, ipotesi più probabile, fuggivano da qualcuno che li inseguiva. Questo particolare collocherebbe altrove i due indagati, che in quel frangente di “latitanza” hanno avuto contatti con personaggi legati al narcotraffico per occultare le prove importanti.

Sono al vaglio della procura le immagini di videosorveglianza delle telecamere dell’Anas che controllano i flussi di traffico sul Gra che hanno immortalato la “staffetta” di del Grosso e Prino. Sono in corso le indagini per risalire al ristorante di Trastevere, dove l’assassino ha pranzato con la fidanzata dopo l’omicidio e dove del Grosso era in confidenza con in proprietario, tanto che quel giorno ebbero un lungo colloquio in privato nel sottoscala.
Ieri mattina, sono stati effettuati gli accertamenti irripetibili sui telefonini cellulari di Anastasiya Kylemnyk e di Giovanni Princi, entrambi accusati di aver preso parte alla trattativa per acquisto della droga con i 70 mila euro che la ragazza portava nello zainetto rosa. I periti dovranno estrapolare i messaggi e le conversazioni dove ci sono le parole chiave droga, soldi, armi. Oggi gli esperti del reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, analizzeranno le impronte digitali repertate sulla Citroen C1 di Anastasiya, mentre domani verranno estratti i materiali organici ritrovati sotto le unghie di Luca che potrebbero aprire nuovi scenari d’indagine. 
Martedì 10 Dicembre 2019, 08:00
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