Nicolò, l'operaio di Roma che ha inseguito e bloccato il rapinatore di un'anziana: «Un gesto istintivo, poteva essere mia nonna»
di Enrico Chillè

Nicolò, l'operaio di Roma che ha inseguito e bloccato il rapinatore di un'anziana: «Un gesto istintivo, poteva essere mia nonna»

A Leggo parla Nicolò Nistri, l'operaio di 31 anni che ha inseguito e bloccato un uomo che aveva appena rapinato un'anziana ad un bancomat a Roma

Ha visto un'anziana aggredita e rapinata al bancomat da un uomo che poi è fuggito. E non ci ha pensato due volte, Nicolò Nistri, operaio 31enne che è riuscito a fermare il rapinatore, facendolo consegnare alle forze dell'ordine. Un gesto istintivo e coraggioso, quello compiuto dal giovane operaio a Roma, in zona Casal de' Pazzi

 

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Nicolò cosa è successo ?

«Stavo lavorando in via Adriano Fiori, in un cantiere per il rifacimento della facciata di un palazzo. Ero sull'escavatore, quando ho visto questa persona sospetta: cappellino, occhiali da sole e mascherina all'aperto. Girovagava da un po' intorno ad un bancomat e proprio mentre la signora ritirava il denaro, ho visto che l'ha aggredita, facendola cadere a terra, per poi dileguarsi».

 

Cosa ha fatto a quel punto? 

«Premetto che non sono stato io a chiamare il 112, ma probabilmente qualche condomino che aveva assistito alla scena. Sono sceso immediatamente dall'escavatore e sono andato subito dalla signora, ma poi mi hanno indicato dove stava fuggendo il rapinatore e l'ho inseguito, fino a raggiungerlo e bloccarlo in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine. Poi sono padre di quattro bambine, la mia reazione potrebbe essere stata scatenata anche da una sorta di istinto di protezione».

 

Come sta la signora?

«Mi ero subito accorto che aveva un taglio vistoso sul sopracciglio. Era dovuto alla caduta, ma in quel momento ho pensato che potesse essere stata ferita con un taglierino. Ho sentito il marito, ha anche due fratture a un braccio e a un femore ed è ancora ricoverata in ospedale».

 

Ha avuto paura?

«Il mio è stato un gesto istintivo, l'ho inseguito per circa 300 metri. Ha circa 60 anni, ma pensavo fosse molto più giovane. Era veloce e ha cercato di arrampicarsi su un muro per fuggire attraverso dei giardini condominiali, mi sono arrampicato anche io e alla fine l'ho raggiunto e bloccato. In quel frangente, ho visto la signora sanguinante e l'istinto mi ha detto di non fargliela passare liscia. Sin da piccolo, sono sempre stato dalla parte dei deboli e non ho mai accettato le ingiustizie: quella donna poteva essere mia madre o mia nonna».

 

Quando lo ha bloccato cosa ha pensato? Si è reso conto di aver corso un pericolo?

«Lì per lì, avevo deciso che quell'uomo doveva essere fermato. Poi, dopo averlo bloccato, ho iniziato a provare pena e compassione. Deve esserci tanta disperazione per arrivare a una certa età e rapinare anziane per 40 euro. Diciamo che un rapinatore, uno se lo immagina diverso, sicuramente più giovane. E quindi poi ho pensato: "Magari avrà avuto bisogno di cibo o medicine". Anche se probabilmente non è così».

 

Si è addirittura immedesimato in lui?

«Viviamo un periodo particolare e complicato per tutti, questo ti fa pensare che le difficoltà e la disperazione ti possano portare a fare certe cose. Penso sia normale immedesimarsi, ma se una persona ha problemi può chiedere aiuto alla famiglia, agli amici o alle tante associazioni di volontariato. Non si deve mai arrivare a fare gesti del genere».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Maggio 2022, 13:38
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