Anoressia e bulimia, casi triplicati tra i giovani dopo il lockdown. Tre mesi in lista d'attesa per la prima visita specialistica
di Lorena Loiacono

Anoressia e bulimia, casi triplicati tra i giovani dopo il lockdown. Tre mesi in lista d'attesa per la prima visita specialistica

Smettono di mangiare. Oppure si riempiono di cibo fino a scoppiare. La reazione sembra opposta invece ha una stessa origine: affrontare i dolori grandi e piccoli che soprattutto i più giovani si portano dentro. E intanto lasciano tutti fuori, spesso anche le famiglie che non sanno a chi rivolgersi. 
SALUTE AL PALO. Con il Covid l’allarme sui nuovi casi di anoressia, bulimia e “binge eating” è letteralmente esploso: i casi a Roma sono quasi triplicati, eppure la risposta sanitaria è da incubo. Per una prima visita specialistica, infatti, l’attesa è infinita. Con conseguenze imprevedibili: i rischi per la salute di coloro che soffrono di disturbi alimentari sono altissimi. 
IN PIAZZA. Per questo nella giornata odierna, davanti al Ministero della Salute, prenderà corpo la protesta del Movimento Lilla, formato sia dai genitori di giovani affetti da disturbi del comportamento alimentare che da pazienti guariti e da medici esperti: come lo psichiatra Leonardo Mendolicchio dell’Istituto Auxologico e direttore scientifico della Comunità “Lo Specchio Iglesias”. 


DA BRIVIDO. I numeri dell’emergenza sono allarmanti. Basta confrontare i 15 mesi prima della pandemia (ovvero da gennaio 2019 a marzo 2020) con i 15 mesi successivi al primo lockdown (quindi da maggio 2020 a luglio 2021) per restare sbigottiti: secondo i dati dell’Osservatorio della Asl Roma 1 le richieste per una prima visita nella fascia di età 12-17 anni sono aumentate del 231,7%. Nella fascia di età tra 18 e 24 anni l’aumento è stato del 34,7% mentre tra 25 e 30 anni si registra un picco del 155%. 
Più basse invece le richieste di prese in carico tra gli adulti. Si arriva ad una media generale del 72,4% di crescita di richieste di aiuto. Dove il picco si registra tra i giovanissimi sotto i 17 anni. «In questo preciso momento – spiegano dal Movimento Lilla - le liste d’attesa per una prima visita in molte regioni italiane sono di oltre 3 mesi per i minorenni e di 5-6 mesi per i maggiorenni, ma la possibilità di guarigione è direttamente proporzionale alla tempestività delle cure. Di anoressia, bulimia e “binge eating” si muore. Una cosa triste. Si muore non perché siano malattie incurabili, ma perché non ci si può curare subito e bene».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 8 Ottobre 2021, 08:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA