Lillo&Greg: «Con Gagmen i nostri cavalli di battaglia, poi il debutto al cinema»
di Paolo Travisi

Lillo&Greg: «Con Gagmen i nostri cavalli di battaglia, poi il debutto al cinema»

I supereroi senza qualità, ideati da Lillo&Greg tornano in scena al Teatro Olimpico, in Gagmen, uno spettacolo a sketches, in cui la coppia comica toglie quella patina di serietà ai supereroi fumettistici, campioni di incasso al cinema, trasformandoli in paladini dell’inettitudine. E della risata.

Greg, vi aspettavate un successo così grande?
Il richiamo dei super eroi ha grande presa sul pubblico e poi gli sketches, a differenza della commedia, sono più immediati e permettono al pubblico di divertirsi senza troppi pensieri.

Dal teatro al cinema, con D.N.A., con cui debuttate alla regia. Perché il grande salto?
Avevamo esigenza di scrivere un film divertente, ma anche gradevole alla vista, con belle inquadrature e tante citazioni da Kubrick a Woody Allen. Spesso le commedie in Italia sono fatte col minimo sindacale, campo e controcampo, per questo ci siamo messi alla regia.

Non ha citato nessun italiano.
Amiamo Monicelli, Risi, Scola, ma sono film degli anni ’50, con una regia fantastica, che ha una sua datazione, mentre il nostro umorismo vive di situazioni, come molto cinema americano.

Cosa racconta il film?
Due disadattati dai tempi della scuola: io sono il secchione inadatto ai rapporti sociali, Lillo è un bulletto che chiede le merende come pizzo. Cresciamo e la situazione non cambia a livello di relazione, ma io faccio degli esperimenti per la trasmissione del Dna, così quando ci incontriamo di nuovo, ci viene l’idea di fare da cavie per scambiarci il carattere.

Perché vi interessa raccontare personaggi con disagi?
Io e Lillo abbiamo avuto un passato da nerd e timidi, quindi c’è un riferimento autobiografico. Un disagio che abbiamo curato con i superpoteri dell’umorismo.

E l’ipotesi scientifica è plausibile?
Si ci siamo consultati con un genetista e abbiamo saputo che in Cina stanno già facendo questo tipo di esperimenti, perché il trasferimento del carattere è possibile.

Quale tra i supereroi le è più simpatico e quale antipatico?
Simpatico Spider-Man, perché da ragazzino mi identificavo in lui, il più antipatico Venom, perché il disegnatore Todd McFarlaine, aveva le “mani fucilate”, la sua incapacità tecnica nel disegnare, me l’ha reso antipatico.

I supereroi al cinema sono campioni di incassi nel mondo. Gli unici in grado di portare bambini e adulti in sala perché?
E’ vero, una volta i fumetti li leggevano solo i ragazzi, me compreso ed i genitori li conoscevano solo perché dovevano dare i soldi per comprare i fumetti. Credo che piacciano perché sono la moderna mitologia con l’etica della lotta bene-male. E poi gli eroi Marvel incarnano le frustrazioni dell’uomo medio, Peter Parker è un timido vessato e con i superpoteri può riscattarsi. C’è quindi questa esigenza nel riconoscersi in un personaggio che torchia i cattivi.

Martin Scorsese ha affermato che quello dei supereroi non è vero cinema. Condivide la sua opinione?
Il cinema è un grande contenitore artistico, non penso sia arte vera e propria perché ci lavorano troppe persone, ha molti passaggi, dall’idea alla realizzazione e poi deve attenersi al marketing per incassare. E’ vero però che oggi sono di serie A, quelli che una volta erano B movie, come gli horror e i film di fantascienza. Diciamo che sempre più assomigliano ad un videogioco, la trama si capisce poco, quindi l’opinione di Scorsese è in parte condivisibile.

Gagmen, dal 14 al 26 gennaio al Teatro OLIMPICO, Piazza Gentile da Fabriano, 17 ROMA , 
Dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18,  Prezzi da 46 a 27,50 euro




 
Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Gennaio 2020, 09:10
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