Le Iene, viaggio nelle eccellenze ospedaliere italiane: inviato al “Bambin Gesù” di Roma
di Lorena Loiacono

Le Iene, viaggio nelle eccellenze ospedaliere italiane: inviato al “Bambin Gesù” di Roma

L'eccellenza della sanità italiana abita a Roma. Al bambino Gesù. Dove arrivano anche Le Iene per raccontare segreti e progetti. Questa volta non accenderanno i riflettori su un caso di malasanità ma, al contrario, su uno dei migliori esempi della sanità italiana. Nel servizio che andrà in onda questa sera, infatti, la iena Gaetano Pecoraro arriva all'ospedale Bambin Gesù per incontrare il professor Franco Locatelli, direttore di oncoematologia e terapia cellulare. Nel reparto del professore Locatelli è stata avviata una sperimentazione importantissima nella cura della leucemia tra i più piccoli.

Il medico ha messo a punto, infatti, una tecnica sperimentale denominata Cart T con cui, grazie ad una nuovissima tecnologia, è possibile utilizzare le cellule del sistema immunitario dei bambini affetti da leucemia, per manipolarle geneticamente e renderle così capaci di riconoscere il tumore nell'organismo e attaccarlo per sconfiggerlo. Nel servizio Ospedali da Sogno 2 Pecoraro quindi, dopo il primo servizio sulle eccellenze dedicato all'ospedale Rizzoli di Bologna, racconterà l'impegno del Bambino Gesù nella cura dei pazienti più piccoli, colpiti da gravi malattie come la leucemia. La Cart T prevede quindi che le cellule estratte dai pazienti vengano conservate nell'azoto liquido ed opportunamente trattate, fino al momento di riconsegnarle al piccolo paziente. «Le cellule vengono scongelate per essere reinfuse nel paziente spiega il dottore Franco Locatelli - è come una normale trasfusione di sangue. Poi le cellule si riproducono e persistono nel sangue dei pazienti».



La cura sperimentale viene adottata nei giovani pazienti per le quali le cure tradizionali non hanno avuto effetto e quindi le speranze di vita sono scarse: interessa quindi pazienti fino ai 25 anni di età, per i quali non sono state risolutive almeno due linee di trattamento tradizionali. Che cosa rappresenta oggi il trattamento Cart T? «Dietro quel semplice gesto dell'infusione - assicura Locatelli - c'è la speranza di una famiglia, c'è tutto il progetto di vita di un bambino. Qualche volta abbiamo delle sconfitte, sconfitte dolorose. Però è proprio valorizzando le sconfitte che impariamo a far sì che diventino sempre di meno». La ricerca, quindi, non deve fermarsi anche perché l'associazione italiana registro tumori ha stimato che in 5 anni saranno 11mila i bambini e gli adolescenti che si ammaleranno da tumore e la maggior sarà parte colpita da leucemia.
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Lunedì 7 Ottobre 2019, 23:55
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