Ilaria Di Roberto, la vita della scrittrice distrutta da una cybersetta: un tatuaggio per "marchiarla"
di Emilio Orlando

Ilaria Di Roberto, la vita della scrittrice distrutta da una cybersetta: un tatuaggio per "marchiarla"

Nuovi particolari inquietanti emergono dalla drammatica vicenda che ha coinvolto Ilaria di Roberto, la scrittrice emergente di 29 anni originaria di Cori in provincia di Latina, vittima di revenge porn e cyber bullismo. Una misteriosa "cybersetta" con sede in Sicilia, controllata da una società LTD londinese,  composta da un guru della "mente" specialista in ipnosi, da una segretaria fedelissima e da altri adepti, nella quale la ragazza era stata irretita quando cercava lavoro, avrebbe avuto una parte fondamentale nella vicenda dalle tinte ancora fosche e misteriose.
(Nella foto in basso Ilaria Di Roberto mostra il tatuaggio, che gli è stato imposto dal guru della setta e che l' avrebbe marchiata per sempre).

Ilaria Di Roberto scrittrice vittima di Revenge Porn: «Ora non vivo più, nessuno mi saluta»



Dietro quell' aspetto rassicurante di anziani pensionati, si nascondevano tre pericolosi pedofili.

La ventinovenne, stando alla denuncia presentata alla procura di Latina, sarebbe stata indotta e spinta dal titolare dello studio esoterico, dopo una seduta di ipnosi telefonica da parte del "santone" della setta, a firmare una cambiale da 40 mila euro per l' acquisto di alcune quote dello studio esoterico, a tatuarsi sulla spalla sinistra una stella circondata da una scritta con il nome della società, a sottoscrivere perizie giurate da presentare in tribunale senza possedere alcun titolo per farlo. La scrittrice aveva già denunciato alla polizia postale del capoluogo pontino un furto d' identità digitale, a seguito del quale alcune sue foto erano state manipolate graficamente e trasformate in immagini hot, che hanno fatto il giro della rete e di numerosi social. Da allora, per la giovane è cominciato l' inferno.



Alcuni abitanti del comune di Cori, un piccolo paesino dell' hinterland di Latina tristemente noto alle cronache per il duplice omicidio del 1997, dove Elisa Marafini e Patrizio Bovi vennero uccisi con oltre 170 coltellate, hanno cominciato ad evitarla e a toglierle il saluto. « Mi hanno costretta a farmi un tatuaggio che riproduceva il marchio della setta - racconta a Leggo Ilaria Di Roberto - mi dicevano che così facendo sarei diventata una loro fedelissima, e sarei stata apprezzata anche dagli altri soci/adepti, come se avessi fatto un giuramento di fedeltà. Se non lo avessi fatto mi minacciavano che mi sarebbe successo qualcosa di spiacevole, come era già accaduto ad un' altra ragazza che prima di me aveva “tradito”. Non vivo più serena, ho davvero paura. Temo per la mia incolumità e per quella di mia mamma e di mia sorella. Siamo tre donne che viviamo sole, quelli dello studio esoterico che ho denunciato sono persone senza scrupoli. Anche mia madre ha ricevuto messaggi offensivi e velatamente minacciosi. Entrai in contatto con loro, quando cercavo lavoro. Quelli si approfittarono del mio stato di necessità e della mia ingenuità - continua Ilaria Di Roberto. Quando ho capito che era una truffa ed un raggiro e che sicuramente aveano irretito altre vittime, decisi di andarmene. Da quel momento in poi - conclude la scrittrice - hanno iniziato a perseguitarmi». Le indagini, sulle quali la polizia postale mantiene il più stretto riserbo, puntano a riscostruire tutte le fasi di questa storia intrigata che promette sviluppi ed inaspettati colpi di scena. 
Nella foto in basso l' avvocato ed ex poliziotto Luigi Pescuma



I Casamonica volevano allargare il loro potere. E prendersi tutta Roma Sud.

«La mia assistita - dice l' avvocato Luigi Pescuma con un passato da detective nella polizia di stato - ha denunciato di essere vittima di reati molto gravi e comunque violenti, per i quali gli inquirenti stanno già lavorando. Stiamo attendendo gli esiti di alcuni accertamenti».
Martedì 15 Ottobre 2019, 20:53
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