Killer prostitute Roma, il pm convalida il fermo: «Era consapevole di quanto fatto. Ha filmato i due omicidi delle donne cinesi»

L'indagato per triplice omicidio avrebbe filmato i primi due omicidi con il cellulare che poi ha lasciato in casa delle due donne cinesi

Killer prostitute Roma, il pm convalida il fermo: «Era consapevole. Ha filmato i due omicidi delle donne cinesi»

di Redazione Web

Spunta un altro dettaglio raccapricciante del killer delle prostitute di Roma. Giandavide De Pau ha fatto due video con il cellulare in cui ha ripreso le fasi dell'omicidio delle due donne cinesi, avvenuto in via Riboty la mattina del 17 novembre scorso. Il dettaglio è emerso dall'ordinanza cautelare emmessa dal Gip della Capitale con cui disponde il carcere per il 51enne. 

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I video

 

Si tratta di filmati trovati nel telefono dell'indagato dagli inquirenti coordinati dalla Procura di Roma. L'uomo aveva lasciato il telefono nell'appartamento prima di recarsi in via Durazzo dove è avvenuto il terzo delitto. Il gip ha, dunque, convalido il fermo di Giandavide De Pau riservandosi l'emissione di una misura cautelare da applicare. L'uomo è attualmente detenuto a Regina Coeli. Nell'interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere. De Pau, accusato del triplice omicidio, è in regime di «grandissima sorveglianza», con la penitenziaria che lo controlla 24 ore su 24. Nei suoi confronti la Procura contesta l'omicidio plurimo aggravato.  

«La sua pericolosità»

«Il suo profilo psichiatrico andrà esaminato anche dalla procura. De Pau era libero perché non aveva titoli per essere detenuto, e nessuno, neanche gli psichiatri che lo avevano visitato, si erano accorti della sua pericolosità», ha dichiarato l'avvocato Alessandro De Federicis, difensore di Giandavide De Pau, entrando a Regina Coeli per l'interrogatorio di convalida del fermo. Parlando con i cronisti il penalista ha aggiunto di avere incontrato ieri De Pau. «Non ha contezza e memoria di quello che è successo per come l'ho visto io, assente, mi sembra strano fosse in grado di organizzarsi una fuga. Dell'auto nel deposito giudiziario e del passaporto ho informazioni, so solo che il suo documento era scaduto da tempo». 

Voleva lasciare l'Italia

Dopo i delitti Giandavide De Pau voleva lasciare l'Italia e per questo aveva cercato di ottenere un passaporto falso in cambio di denaro. È quanto emerge dalle indagini sul triplice omicidio di Roma. In base quanto accertato dopo i fatti, il 51enne avrebbe contattato la donna cubana con cui aveva trascorso la notte prima degli omicidi per chiederle aiuto nell'ottenere il documento. In base a quanto si apprende, inoltre, gli inquirenti non hanno ancora trovato l'arma utilizzata per uccidere a coltellate le tre donne. 

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Si indaga su un alto delitto

C'è almeno un altro omicidio di una donna che si prostituiva su cui i magistrati di piazzale Clodio potrebbero nuovamente indagare dopo l'arresto di Giandavide De Pau. Si tratta di un delitto che risale a molti anni fa e avrebbe molte analogie con quanto avvenuto in via Riboty e via Durazzo. L'attività è legata alla volontà di scavare anche nel passato di De Pau per cercare eventuali collegamenti con fatti di sangue avvenuti negli anni scorsi a Roma e che hanno avuto come vittime donne. 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Novembre 2022, 08:45
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